FISCO. Case, sì all’opzione per il prezzo-valore ma solo al momento della cessione

In caso di trasferimento di immobili a uso abitativo nei confronti di persone fisiche, l’opzione per la tassazione in base al valore catastale e non a quello venale deve avvenire necessariamente al momento della cessione e non con un successivo atto integrativo. È quanto precisa oggi l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 145/E. In particolare, il nuovo sistema permette all’acquirente di chiedere al notaio che la base imponibile delle cessioni di case e pertinenze nei confronti di persone fisiche non titolari di attività commerciali, artistiche o professionali venga calcolata in base al valore catastale e non al valore venale in comune commercio. La norma precisa però che questa richiesta può essere fatta all’atto della cessione e non, invece, con un atto integrativo successivo alla permuta immobiliare.

La scelta del criterio del prezzo-valore fatta al momento della cessione, precisa l’Agenzia, ha riflessi immediati sull’efficacia dell’attività di controllo svolta dagli uffici del Fisco. Non è ipotizzabile, per esempio, che l’accertamento sul valore possa essere inibito dall’acquirente attraverso la presentazione di un atto integrativo con cui si chiede l’applicazione del meccanismo del prezzo-valore.

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