FISCO. Cedolare secca, ecco come funziona

E’ partita la cedolare secca sugli affitti. Per i contratti registrati a partire da ieri, 7 aprile, la scelta può essere fatta online utilizzando Siria, il Servizio Internet per la Registrazione dei contratti relativi a Immobili adibiti ad Abitazione, un software semplificato che guida il contribuente passo per passo. Per i contratti già registrati, invece, il locatore indica la scelta per la tassazione secca direttamente nella dichiarazione dei redditi dell’anno prossimo (Unico o 730/2012).

Ieri il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha emanato un provvedimento che disciplina le modalità applicative della cedolare secca e approva il modello di comunicazione. Il modello, composto da 2 pagine, deve essere presentato all’Agenzia esclusivamente per via telematica e può essere utilizzato per registrare il contratto ed esercitare l’opzione della cedolare secca a patto che:

  • sia i locatori che i conduttori non siano più di 3 e tutti i locatori aderiscano alla cedolare;
  • si tratti di una sola unità abitativa con non più di 3 pertinenze;
  • tutti gli immobili presenti nel contratto siano censiti con attribuzione di rendita;
  • il contratto disciplini esclusivamente il rapporto di locazione.

Negli altri casi, occorre presentare agli uffici dell’Agenzia due copie cartacee del modello 69 per la richiesta di registrazione degli atti e per gli adempimenti successivi, che può sostituire la Comunicazione Dati Catastali (Cdc) ed è anch’esso reperibile sul sito internet delle Entrate.

Quanto si paga? Le aliquote della cedolare sono due: 21% e 19%. La prima si applica per i contratti a canone libero; la seconda per i contratti a canone concordato (per i Comuni ad alta densità abitativa). Al regime della cedolare possono aderire soltanto le persone fisiche, mentre ne restano esclusi i lavoratori autonomi e le imprese; per poter esercitare l’opzione bisogna essere proprietari dell’immobile o titolari di diritti reali di godimento di unità immobiliari abitative locate.

L’immobile locato deve avere le seguenti caratteristiche:

  • essere un’unità abitativa con accatastamento da A1 a A11, con la sola esclusione di quelle classificate come A10, cioè gli uffici;
  • essere adibito ad abitazione.

Il Gruppo Tecnocasa spiega gli effetti della cedolare secca sul mercato. "La cedolare secca al 21% (per i contratti a canone libero) sui canoni di locazione sostituisce la tassazione progressiva irpef. Prima dell’entrata in vigore della cedolare secca infatti i canoni di locazione percepiti dall’affitto di un immobile ricadevano per l’85% nel calcolo del reddito imponibile di conseguenza i percettori con reddito alto erano maggiormente colpiti dalla tassazione progressiva. Questo in qualche modo disincentivava la locazione dell’immobile. La cedolare secca, essendo una ritenuta alla fonte, ha invece suscitato interesse in coloro che hanno un immobile da locare o addirittura più immobili da locare che in molti casi erano tenuti sfitti per motivi legati all’imposizione fiscale. Infatti uno degli effetti che prevediamo possa esserci con l’introduzione di questo provvedimento è un incremento sul territorio cittadino di immobili in affitto. Questo potrà avere effetti sul mercato della locazione, contribuendo alla calmierazione dei canoni".

 

Comments are closed.