FISCO. Confcommercio: inefficienza spesa pubblica porta pressione fiscale al 51%

L’inefficienza della spesa pubblica porta la pressione fiscale al 51%. È quanto emerge dal Rapporto "Economia, lavoro e fiscalità nel terziario di mercato" presentato dall’Ufficio Studi Confcommercio, che spiega: "Sul versante del fisco, rapportando l’attuale livello di pressione fiscale del nostro Paese (ormai stabile intorno al 43% dal 2007) con la cronica ed accentuata inefficienza della spesa pubblica, si ottiene un diverso valore della pressione fiscale (51%, circa il doppio, ad esempio, di Stati Uniti e Giappone) che, a parità di performance pubblica, colloca l’Italia al primo posto tra i principali paesi al mondo per carico fiscale comparabile".

Gli altri indicatori non sono affatto buoni: è ancora in crescita la disoccupazione potenziale, data dalla somma dei disoccupati, dei lavoratori in cassa integrazione e degli scoraggiati, che è passata dall’8% del 2008 a quasi l’11% del 2010; sulle dinamiche occupazionali continua il divario fra Centro-Nord e Mezzogiorno; la disoccupazione giovanile ha raggiunto il picco del 29% a dicembre 2010.

Secondo Confcommercio, "quello della disoccupazione, nelle sue varie sfaccettature, si conferma, dunque, come un problema strutturale che evidenzia, da un lato, la necessità di porre l’istruzione e la formazione tra le priorità della politica economica con l’obiettivo di valorizzare il sistema di creazione di capitale umano qualificato; dall’altro, l’opportunità di ripartire dal comparto dei servizi di mercato, aumentandone la produttività, perché proprio questo è il settore che ha garantito la maggiore tenuta occupazionale assorbendo manodopera o cedendo solo minime quote di occupazione (quasi 70 mila occupati in più nel primo semestre 2010)".

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