FISCO. Consumatori: poco credibili le cifre emerse dagli studi di settore

"Quello dell’evasione fiscale, ormai, è un malcostume sempre più radicato nel nostro Paese, che non viene minimamente combattuto da un Governo che, anzi, invece di agire a sostegno delle famiglie per rilanciare la domanda di mercato, si prodiga per far rientrare impunemente i capitali occultati all’estero". E’ il commento di Federconsumatori e Adusbef, in riferimento al quadro delineato dagli studi di settore diffuso ieri dal Ministero dell’Economia.

"È un quadro a dir poco deplorevole: baristi che dichiarano redditi pari a quelli di operai, parrucchieri che guadagnano quanto pensionati. Intanto, le famiglie a reddito fisso continuano a scontare le pesanti conseguenze di una crisi economica che le ha messe letteralmente in ginocchio, determinandone una riduzione del potere di acquisto del 3,2%".

"Le poco credibili cifre relative ai redditi – aggiungono le due Associazioni dei consumatori – richiedono, inoltre, delle serie misure, in grado di contrastare l’evasione fiscale, anziché di promuoverla, anche attraverso un adeguamento realistico degli studi di settore che autonomi e commercianti saranno ben lieti di pagare, dal momento che va tutto bene e che i nostri dati sulla crisi economica sono solo dei pronostici da catastrofisti. Se non sarà il Governo ad intervenire in questa direzione – concludono Federconsumatori e Adusbef – provvederanno le nostre associazioni, raccogliendo le firme per una legge che permetta la detrazione nella dichiarazione dei redditi delle fatture emesse da commercianti ed artigiani.

 

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