FISCO. Errore dell’Agenzia delle Entrate, CODICI: “Ingiusto chiedere risarcimento ai cittadini”

E’ in corso una nuova bufera tra i consumatori e l’Agenzia delle Entrate. Il CODICI spiega ai cittadini cosa sta succedendo. Nel 2002, a seguito dell’entrata in vigore della Legge 289/02, l’Agenzia delle Entrate aderì alla "rottamazione" delle cartelle esattoriali, riguardante in particolar modo le tasse automobilistiche per gli anni 1993-96. Il contribuente poteva pagare, così, una cifra forfettaria pari al 25% dell’importo totale. Una sorta di condono offerto dall’Agenzia delle Entrate, sui bolli non pagati a partire dal 1993. Firmando un semplice contratto che l’Agenzia gli aveva inviato, il contribuente si liberava di tutte le pendenze pregresse, pagando soltanto il 25% del dovuto.

Ma cosa succede a distanza di qualche anno? L’Agenzia delle Entrate si è accorta di aver male interpretato l’art. 12 della L. 289/02, e sta inviando, presso le abitazioni di tutti i contribuenti, una lettera lunga e incomprensibile, piena di riferimenti normativi e giurisprudenziali poco chiari per il cittadino comune. Con tale lettera l’Agenzia delle Entrate chiede la riscossione del restante 75% condonato all’epoca, con l’aggiunta delle spese e degli interessi legali.

"In poche parole, quindi, le cartelle condonate nel 2002 sono state oggi ripescate dall’AE, che chiede al cittadino di pagare il restante 75% degli importi condonati, con in più le spese e gli interessi legali maturati – commenta l’Avv. Giuseppe Cianciola della delegazione di CODICI Bari – L’accordo firmato nel 2002 diventa, per il contribuente, carta straccia, e si calcola che con questa manovra l’AE intascherà oltre 300 milioni di euro dai portafogli dei contribuenti di tutta Italia. Il cittadino, secondo l’opinione dell’AE, dovrà pagare per un errore di interpretazione legislativa, interessi compresi."

Ma qual è la causa dell’errore? Il CODICI spiega che l’Agenzia delle Entrate non si è accorta che la legge prevedeva il condono soltanto per ruoli emessi da uffici statali, detti "erariali". I bolli auto non rientrano in questa categoria e pertanto non potevano essere oggetto di condono. Ma ora a fare le spese di questo errore dovrebbero essere i contribuenti, che oltre a pagare l’intero importo con gli interessi di mora maturati, rischiano anche problemi con il fisco e il fermo amministrativo dell’auto.

Pertanto, CODICI chiede un intervento risolutivo della situazione da parte delle Agenzia delle Entrate ed invita i cittadini a rivolgersi agli sportelli di CODICI Taranto in Via Campania, 63 – TARANTO o chiamare allo 099.7369187 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 , al fine di tutelare i propri diritti in base allo Statuto del Contribuente.

 

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