FISCO. Federalismo municipale e cedolare secca, arrivano apprezzamenti e richieste

Federalismo fiscale per i Comuni: come è stata accolta la novità del Governo? Dall’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) arrivano parole di apprezzamento: "È stata ricostituita una situazione di normalità europea, riportando i Comuni ad un livello accettabile di autonomia finanziaria e, al pari di quanto accade nella maggior parte delle città europee e mondiali, è stata attribuita ai Comuni la leva sugli immobili".

Per l’ANCI, il provvedimento "rimette i Comuni in carreggiata", anche se ci sono parti che vanno sicuramente migliorate. "I Comuni vengono da una manovra che ha tagliato loro 4 miliardi di trasferimenti erariali e che l’ANCI non ha accettato. Con questo decreto non sarà più possibile perché i trasferimenti faranno spazio all’autonomia e così ogni consiglio comunale se la vedrà con i propri cittadini elettori. Non siamo ancora nel federalismo, – precisa l’ANCI – perché la legge Calderoli ha ancora tanti pezzi che devono essere incastrati e che chiamano in causa anche altri livelli istituzionali con i quali l’ANCI sta già lavorando, ma sicuramente con questo provvedimento si entra in una fase nuova, fatta di responsabilità e autonomia". Inoltre, aggiunge l’ANCI, "occorre dire che il provvedimento ha ancora parti che devono sicuramente essere migliorate e precisate su aspetti di rilievo, come ad esempio per quanto riguarda l’aliquota di equilibrio della nuova imposta a regime. In questo senso il lavoro della Conferenza Unificata e soprattutto della Commissione La Loggia sarà prezioso".

Da Adiconsum Lazio arrivano un apprezzamento e una precisazione: bene la cedolare secca per gli affitti, ma le aliquote siano le stesse delle rendite finanziarie. L’Associazione infatti fa sapere che "guarda con attenzione al nuovo progetto di legge per il riordino della fiscalità sugli immobili. Questo progetto non deve però avere come unico obiettivo quello di far cassa, ma anche quello di essere il nuovo motore per un mercato degli affitti più equo, con vantaggi per il piccolo proprietario e per l’inquilino. Adiconsum chiede quindi che l’aliquota per la cedolare secca sugli affitti agevolati sia portata al 12,5%, la stessa usata per tassare la rendita finanziaria a medio e lungo termine; gli immobili locati con affitto agevolato siano equiparati, come tassazione, alle prime case".

Ha commentato Fabrizio Premuti: "Giusta la decisione del Governo di introdurre una cedolare secca sugli affitti, ma le aliquote siano armonizzate a quelle relative agli investimenti finanziari a medio e lungo termine. Una bassa fiscalità è la base primaria per incentivare i proprietari ad affittare case altrimenti inutilizzate. Per incentivare i proprietari ad affittare a canoni non onerosi per gli inquilini, chiediamo inoltre che le case affittate a canone agevolato siano equiparate, come tassazioni, alla prima casa".

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