FISCO. Federconsumatori e Adusbef: “No a soppressione Irap, serve sostegno alla domanda”

Adusbef e Federconsumatori non sono d’accordo con la soppressione dell’Irap annunciata ieri dal Premier Silvio Berlusconi. Le Associazioni dei consumatori sono convinte che "la pesante crisi economica che il nostro Paese sta attraversando sia dovuta ad una drastica caduta della domanda di mercato". "Pertanto – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – qualsiasi manovra che si voglia avviare per dare ossigeno alle imprese e riavviare una ripresa dell’economia, deve agire sul versante della domanda, che, oltretutto, non si contrae solo in quantità, ma anche nella sua qualità, invertendo un andamento virtuoso che si era determinato negli ultimi anni".

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori prevede, per quest’anno, una contrazione generale dal 2,5 al 3% ed addirittura del 3,5% per le famiglie a reddito fisso, che si traduce in una mancata spesa per oltre 25 miliardi di euro. "Questa contrazione – denunciano Adusbef e Federconsumatori – provocherà, non solo una caduta della produzione, ma della stessa produttività dell’intero sistema industriale e dei servizi, con ricadute assai negative sul versante della competitività di impresa".

"Non è quindi per questa via che si aiuta l’intera economia del Paese, ma il sistema necessita di un forte rilancio del mercato. Allora, se una detassazione vi deve essere – suggeriscono Trefiletti e Lannutti – come richiediamo da tempo, dovrà essere funzionale ad un aumento del potere di acquisto del reddito fisso, lavoratori e pensionati e da coloro che sono stati allontanati dal ciclo produttivo, disoccupati e precari. In questo modo si determinerà la vera ripresa per le aziende italiane."

"L’Irap rappresenta una partita di non poco conto, pari a 38,5 miliardi di euro annui". "Esemplifichiamo su tre tipologie come si potrebbero realizzare aumenti del potere di acquisto utilizzando tale risorsa distribuita sulle famiglie e non sulle imprese":

  1. a lavoratori e pensionati, pari a circa 30 milioni, significherebbe dare 1280 euro annui a ciascuno di questi individui;
  2. alle famiglie nel loro complesso (24 milioni dati Istat), giungerebbero 1600 euro annui a nucleo familiare;
  3. a 15 milioni di famiglie a reddito fisso, invece, sarebbero assegnati 2560 euro annui.

"Senza contare – concludono Federconsumatori e Adusbef – l’ipotesi di spalmare l’Irap nella costituzione di assegni di sussistenza per disoccupati e precari o di una distribuzione di questa cifra all’intero universo pensionistico, che farebbe aumentare tali assegni per diverse migliaia di euro annui".

 

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