FISCO. Ici, Consumatori bocciano la proposta di abolizione avanzata dal premier

"Aboliremo l’Ici. La prima casa è sacra, aboliremo l’Ici su tutte le prime case". Con queste parole il premier Silvio Berlusconi ha chiuso ieri sera il confronto tv con Romano Prodi, scatenando un mare di polemiche, anche tra le associazioni dei consumatori.

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha giudicato la promessa fatta ieri dal Presidente del Consiglio On. Berlusconi una vera e propria cialtroneria, una promessa da Don Chisciotte della Mancia. "Chi pagherà i servizi attualmente gestiti dai Comuni, dalla manutenzione delle strade alle mense scolastiche, dall’assistenza agli anziani al verde pubblico? – ha commentato Antonio Longo, presidente di MDC – Quella di Berlusconi non è una promessa di sgravio fiscale, è una vera e propria presa in giro dei cittadini che evidentemente vengono ritenuti dal leader della CDL incapaci di valutare la serietà e l’attendibilità delle proposte elettorali".
"Come Don Chisciotte della Mancia Berlusconi vive in un mondo fantastico, fatto di una Italia ricca ed efficiente, dove scuole, ospedali, trasporti, industria e servizi funzionano come un orologio svizzero – ha continuato il Presidente di MDC – Peccato che la realtà quotidiana dei cittadini sia molto diversa".

"Promettere la diminuzione delle imposte dirette, immediatamente percepibili e nello stesso tempo aumentare, come si è peraltro già fatto, quelle indirette è un sistema per continuare a saccheggiare le tasche già vuote delle famiglie". È la risposta di Federconsumatori che in un comunicato afferma che "i cittadini sono stanchi di essere oggetto di un giochino perverso tra tasse dirette e indirette". L’associazione, così, ricorda che "la tassa di produzione sui carburanti è stata aumentata per decreto ministeriale di 4 centesimi" e che "l’Iva è poi aumentata di circa 6 centesimi, a prescindere da ogni variazione del costo del barile". "Solo per questa manovra, considerando anche l’impatto sull’inflazione – secondo la Federconsumatori – ogni famiglia ha sborsato 131 euro in più l’anno.

 

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