FISCO. Miglioramenti in recupero e destinazione degli aiuti di Stato. Quadro della Commissione Ue

Nel 2007 gli Stati membri hanno destinato in media l’80% degli aiuti di Stato ad obiettivi orizzontali, il 30% in più rispetto alla metà degli anni ’90, con un aumento della spesa a favore della ricerca e sviluppo e della tutela dell’ambiente. Soprattutto di fronte all’attuale crisi finanziaria i paesi dell’Ue si sono coordinati con la Commissione per la rapida attuazione di iniziative di sostegno per il settore finanziario nel rispetto delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato.

E’ quanto emerge dall’ultimo Quadro di valutazione degli aiuti di Stato pubblicato oggi dalla Commissione Ue. Il Commissario Ue responsabile della concorrenza Neelie Kroes, ha commentato: "Apprezzo gli sforzi degli Stati membri verso aiuti più mirati. Rispetto al 50% degli aiuti destinato a obiettivi orizzontali negli anni ’90, la percentuale odierna dell’80% è molto positiva. Un utilizzo più mirato degli aiuti è ancora più importante in un momento di recessione economica."

Negli ultimi 25 anni, il livello complessivo di aiuti di Stato è sceso da oltre il 2% del PIL negli anni ’80 allo 0,5% circa nel 2007. Nonostante evidenzi la costante tendenza degli Stati membri a concentrare gli aiuti su obiettivi orizzontali, il Quadro di valutazione osserva tuttavia che, a seguito della recente crisi finanziaria, è probabile che nel 2008 in alcuni paesi aumenti considerevolmente la quota di aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione.

Dal documento si apprende inoltre che ci sono stati progressi nel recupero di aiuti illegali e incompatibili. Alla fine di giugno 2008, erano pendenti 47 decisioni di recupero contro 93 alla fine del 2004. Inoltre sono stati effettivamente recuperati 7,1 miliardi di euro, nonché 2,4 miliardi di interessi. Ciò significa che alla fine di giugno 2008 era stato effettivamente recuperato presso i beneficiari quasi il 90% dell’importo totale di aiuti illegali e incompatibili, rispetto a solo il 25% alla fine del 2004.

A seguito delle riforme avviate nel 2005 con il Piano d’azione nel settore degli aiuti di Stato un numero crescente di misure di aiuto sono oramai esenti dall’obbligo di esame preventivo da parte della Commissione, in virtù del regolamento de minimis, oppure del regolamento generale di esenzione per categoria recentemente adottato (RGEC). La Commissione può quindi concentrarsi sui casi che determinano le maggiori distorsioni sul piano della concorrenza.

Già nel 2007 le misure di aiuto concesse nel quadro dell’esenzione per categoria rappresentavano il 65% di tutte le misure, rispetto al 40% del 2002, benché in termini di spesa questa differenza non abbia ancora raggiunto le stesse proporzioni: nel 2007 gli aiuti concessi in virtù dell’esenzione per categoria ammontavano al 13% del totale (rispetto al 6% del 2006). Il RGEC rende ora più semplice per gli Stati membri concedere il tipo di aiuto adatto e in particolare agevolare l’accesso ai finanziamenti soprattutto per le piccole e medie imprese, contrastando così l’attuale crisi economica e finanziaria ancora con maggiore efficacia.

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