FISCO. Modello Unico, Agenzia Entrate presenta vademecum contro errori

Tempo di dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate lancia per l’occasione un breve vademecum per evitare errori e sviste nella compilazione del modello Unico persone fisiche: quest’anno, afferma l’Agenzia, la compilazione vedrà impegnati circa 10 milioni di italiani nella compilazione e nella presentazione del modello cartaceo. Il 30 giugno è l’ultimo giorno utile per consegnare la dichiarazione presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o alle poste. C’è tempo invece fino al 30 settembre per l’Unico da inviare in forma telematica. Ma dietro l’angolo ci sono sviste, distrazioni nella compilazione di codici e coordinate o nella trascrizione dei diversi campi del modulo.

Da qui dunque una serie di consigli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’F24 a misura di contribuente – Innanzitutto, nel caso in cui il contribuente presenta il modello Unico, anche per il pagamento delle imposte, la parola passa al contribuente che, una volta assicuratosi che il modello F24 sia conforme, lo compila ed esegue il versamento come richiesto. Spesso però, l’errore s’insinua nell’indicazione e nella trascrizione del codice tributo o del codice fiscale. In questo caso è sufficiente avere a mente due nozioni: la prima, il modello F24 da utilizzare per il versamento e la compensazione di gran parte delle imposte e contributi dovuti, a cominciare da quelli risultanti dalla dichiarazione con il modello UNICO, è disponibile presso banche, agenti della riscossione e uffici postali. Mentre il codice tributo, sul quale decine di migliaia di contribuenti s’imbattono spesso con difficoltà, è costituito da una sequenza di numeri che identifica l’imposta cui si riferisce il versamento. Peraltro, i codici tributo sono reperibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate tramite il quale è quindi possibile individuare con certezza il codice tributo da trascrivere correttamente sul modello. Una soluzione può essere quella di ricorrere al software "F24 on line" dell’Agenzia delle Entrate.

Il codice fiscale. Nella catena degli errori tipici compare la non corretta indicazione del codice fiscale. Spesso, infatti, o si fa confusione o, semplicemente, si finisce per una svista per riportare in modo incompleto la sequenza di caratteri che identifica ogni contribuente (persone fisiche, società, enti, ecc.) nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria e con gli altri enti e uffici pubblici.

Il Fisco in soccorso della spesa smarrita – Le spese sanitarie non riportate inizialmente, ma che si rinvengono successivamente, costituiscono un altro punto dolente all’atto della compilazione della dichiarazione dei redditi. In questo caso, non appena recuperate, entra in gioco la risorsa della dichiarazione integrativa, documento che consente al contribuente di rettificare o integrare i dati esposti in una precedente dichiarazione. La dichiarazione integrativa di un modello Unico può essere presentata sia in via telematica, direttamente o tramite un intermediario, oppure, nei casi in cui non si era obbligati all’invio telematico del modello Unico, tramite un ufficio postale, utilizzando un modello conforme a quello approvato per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione. In merito all’intervallo temporale utile entro cui presentare l’integrativa, in questo caso, trattandosi del modello Unico Persone Fisiche, coincide con il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dell’anno successivo.

La famiglia vista dal fisco – Altro fronte dell’errore è quello dei familiari a carico che devono essere annotati con precisione.

Il Comune non si scorda mai – E per finire, il codice catastale del Comune dove risultano situati gli immobili di proprietà. Un codice questo che spesso è riportato in modo inesatto o semplicemente omesso. Per evitare questo tipo d’errore è sufficiente consultare le pagine finali delle istruzioni alla compilazione che riportano, in ordine alfabetico, i codici di tutti i Comuni.

Domicilio fiscale e residenza, parola al Comune – I campi per l’indicazione del domicilio fiscale spesso riservano l’errore. Nel caso più comune, infatti, in cui la residenza risulta invariata o, seppur mutata, la variazione è avvenuta nell’ambito dello stesso Comune, soltanto il rigo "Domicilio fiscale al 01/01/2009" deve essere compilato. Se a mutare, oltre alla residenza, è anche il Comune, allora si dovranno compilare tutti e tre i righi. Importante è anche tener conto dei tempi entro cui è intervenuto il cambio di residenza, ricordando che per il fisco gli effetti della variazione decorrono dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si è verificata.

Separati ma uniti dal fisco – Nel caso dell’assegno al coniuge, invece, è decisivo riportare nello specifico spazio la somma destinata a moglie o marito, a seconda dei singoli casi, non quella diretta al figlio. L’assegno quindi non va cumulato, piuttosto lo si deve scindere.

Nel caso del canone di locazione è bene tenere a mente che se il contratto d’affitto è cointestato a più soggetti, la detrazione è al 50 per cento e spetta a entrambi (tranne nel caso in cui uno dei due coniugi sia a carico fiscalmente dell’altro). I coniugi, quindi, devono riportarne la quota-parte nell’apposito campo del modello.

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