FISCO. Ogni Paese dell’Ue può stabilire obblighi aggiuntivi per riscuotere l’Iva. Lo dice la Corte

Sebbene nell’Unione Europea ci sia un sistema comune di IVA, ogni Stato membro può stabilire altri obblighi ritenuti necessari ad assicurare l’esatta riscossione dell’imposta a valore aggiunto. Lo ha precisato oggi la Corte di Giustizia Ue, in riferimento al "caso polacco". Una legge polacca del 2004 prevede che, qualora si constati che il soggetto passivo ha indicato nella dichiarazione fiscale un rimborso del credito di IVA o dell’imposta pagata a monte superiore all’importo dovuto, il direttore dell’amministrazione finanziaria o l’autorità di controllo finanziario determina la misura corretta dell’importo del rimborso e fissa "un onere fiscale supplementare" di entità pari al 30% del rialzo.

Con decisione del 2005 il direttore dell’amministrazione finanziaria polacca, avendo accertato che la società K-1 aveva dichiarato come pagato a monte un importo di IVA superiore a quello dell’imposta percepita a valle per il mese di maggio 2005, ha fissato un onere fiscale supplementare per lo stesso mese.

La Corte di giustizia delle Comunità europee ha giudicato quest’onere fiscale supplementare compatibile col diritto comunitario e, in particolare, col sistema comune previsto dalla sesta direttiva IVA.

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