FISCO. Parere motivato della Commissione Ue per l’Italia in materia di Iva

Due pareri motivati inviati all’Italia dalla Commissione Ue per la mancata notifica delle misure di recepimento di due direttive: quella tesa a contrastare la frode in materia di IVA e quella relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto. La direttiva del 24 luglio 2006 introduce norme più efficaci e trasparenti che consentono agli Stati membri di adottare misure antifrode con una maggiore flessibilità rispetto al passato, abrogando nel contempo alcune deroghe concesse ai singoli Stati membri. Le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per recepire la suddetta direttiva sarebbero dovute entrare in vigore al più tardi a partire dal 1° gennaio 2008.

L’altra direttiva, approvata dal Consiglio europeo il 28 novembre 2006 accorpa in maniera razionale in un unico strumento legislativo le diverse modifiche apportate nel corso del tempo. Il termine ultimo per il recepimento della direttiva era stato fissato al 1° gennaio 2008. Qualora l’Italia non dovesse notificare le misure richieste entro due mesi dal ricevimento del parere motivato, la Commissione può avviare un procedimento dinanzi alla Corte di giustizia europea.

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