FISCO. Scoperto dalla GdF di Vicenza un giro milionario di frodi Iva e contrabbando di pelli

Frode milionaria nel settore del commercio delle pelli. E’ quanto individuato dall’operazione "Dirty Leather" conclusa oggi dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza. Questi i numeri: oltre 130 finanzieri hanno perquisito 51 aziende e abitazioni, di cui 36 nella sola provincia di Vicenza, hanno denunciato 72 soggetti e 54 società coinvolte in un giro di fatture soggettivamente false, per un valore complessivo di 308 milioni di euro e una frode sull’Iva di oltre 62 milioni di euro. Le pelli erano destinate all’industria conciaria del distretto di Arzignano-Chiampo, polo manifatturiero di fama nazionale.

Nelle operazioni risultano coinvolte numerose società filtro/cartiere, a responsabilità limitata, amministrate da prestanomi nullatenenti, che si interpongono, tra il cedente (quasi sempre straniero extracomunitario) e l’effettiva impresa acquirente, ultima utilizzatrice della materia prima. Queste società estraggono, in genere, le pelli importate dai depositi Iva senza pagamento dell’imposta, per effetto dell’emissione di autofatture – risultano, per effetto della successiva fatturazione nazionale interna (in vendita), debitrici dell’imposta sul valore aggiunto, che, naturalmente, non versano. Le società acquirenti, invece, portano la stessa iva in detrazione. Il valore delle merci formalmente acquistate dalle società filtro ammonta, invece, a circa 70 milioni di euro.

Sono stati riscontrati elementi comuni a tutte queste società: mancanza di professionalità imprenditoriale dei rappresentanti legali; fase di start up estremamente brillante (talune società conseguono, sin dal primo anno di vita, un volume d’affari elevato e certamente del tutto incongruo con le potenzialità economiche/patrimoniali/finanziarie dei soci, in un mercato connotato, peraltro, da rilevante competitività e dall’elevata professionalità); non adeguata solidità patrimoniale delle società; omissione, in alcuni casi, da parte delle società stesse, della presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e indirette; indicazione (in qualche caso) di un oggetto sociale non rispondente a quello effettivo; omesso versamento, sempre, dell’Iva e delle altre imposte (in taluni casi, ad esempio, le imprese non versano l’iva a debito; in altri, evidenziano, con artifizi contabili, addirittura un’inesistente iva a credito).

Complessivamente risultano effettuate 111 perquisizioni in aziende, abitazioni ed altri luoghi, interventi presso istituti bancari con sequestro di conti corrente e sequestri cautelari di beni, tra cui autovetture di grossa cilindrata ed imbarcazioni di pregio (anche di 15 metri, con motori entrobordo di 850 cavalli), container di pelli grezze importate dalla Nuova Zelanda); sono state individuate frodi aventi ad oggetto pelli per un valore di 155 milioni di euro.

Pochi giorni fa il Tribunale di Vicenza – Sezione Fallimentare – ha dichiarato il fallimento della GRIFO TRADING S.r.l., altra società filtro/cartiera, individuata nella prima fase dell’indagine. Questa sentenza ha riconosciuto insolvente la predetta GRIFO TRADING S.r.l. in relazione ai milioni di euro di Iva che la stessa deve versare al Fisco, emergente dalle fatture emesse: ciò ad ulteriore riprova, appunto, del preordinato meccanismo frodatorio che la Guardia di Finanza di Vicenza ha così interrotto.

L’incisività degli interventi e la risolutezza della stessa Autorità Giudiziaria stanno avendo un’indubbia efficacia deterrente ed è stato avviato un efficace coordinamento con l’Agenzia delle Entrate e delle Dogane, per aggredire trasversalmente ed efficacemente il fenomeno, che non pochi danni ha generato all’economia vicentina.

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