FISCO. Senato approva scudo fiscale, sdegno di Federcontribuenti e Federconsumatori

Ha ottenuto l’ok del Senato, e adesso aspetta il via libera dalla Camera, la norma sullo scudo fiscale. Ed è subito polemica. "Il testo approvato oggi dalle Commissioni Bilancio e Finanza del Senato e che dovrebbe essere approvato in serata dal Parlamento, sullo scudo fiscale, che accoglie l’emendamento Fleres, non puo’ che provocare in milioni di contribuenti onesti sdegno e indignazione".

E’ il commento del Presidente della Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che aggiunge, con amarezza, che "oggi in Italia si è sancito il principio che è meglio essere evasori, disonesti e anche mafiosi, questi ultimi potranno beneficiare con i loro presta-nomi di questa norma, piuttosto che adempiere correttamente al principio costituzionale di una equo pagamento delle tasse".

Federcontribuenti esprimere "grande solidarietà al lavoro puntuale della Guardia di Finanza, che vede frustrata la grande e professionale attività di intelligence, vanificata in un sol colpo dalla lobby parlamentare che, con la cancellazione del reato del falso in bilancio collegato al rimpatrio dei capitali illegittimamente trasferiti all’estero, ha legiferato il piu’ grande condono per i grandi evasori".

"Facciamo appello ai Parlamentari – conclude Finocchiaro – affinché non venga votato tale emendamento. Qualora, venisse approvato facciamo appello al Presidente della Repubblica di garantire il principio costituzionale che non contempla colpi di spugna per gli evasori in danno ai milioni di contribuenti onesti che in questo Paese lavorano, producono e pagano le tasse".

"L’approvazione delle norme sullo scudo fiscale è un atto di vero e proprio favoreggiamento a delinquere – sostiene Rosario Trefiletti Presidente Federconsumatori, secondo il quale – con queste norme, si da un segnale molto concreto che il Governo e la sua maggioranza sono a favore di imbroglioni, mafiosi, e truffatori". "Naturalmente ci auguriamo che alla Camera non sia permesso il passaggio di queste norme che ricordano molto i casi Parmalat e Cirio, dove, attraverso truffe, raggiri e marchingegni vari, si colpirono 850.000 risparmiatori".

L’Associazione dei consumatori chiede al Ministro Tremonti di essere coerente con le denunce più volte sostenute contro il sistema finanziario e annuncia che seguirà l’iter parlamentare e metterà in campo ogni strumento legale ed ogni iniziativa sociale e politica perché "un tale scempio non trovi via libera nel nostro Paese".

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