FORMAZIONE. Universitaria: a Roma record di studenti inattivi

Nel capoluogo lombardo ad abbandonare l’università è solo il 14% degli studenti seguono Torino (17%) e Catania (18%). E’ quanto emerge da una ricerca di Universitaria che rileva come anche in molte città più piccole il tasso di abbandono è al di sotto della media nazionale. Ma i risultati della ricerca di Universitalia non sono del tutto confortanti: in molte altre città il tasso di abbandono è perfino più del doppio della media nazionale, come accade a Bergamo che guida la classifica delle città con un maggior numero di studenti irregolari (49%), seguita da Camerino (35%) e da Lecce e Viterbo che si collocano al terzo posto ex aequo con il 33% di studenti che abbandonano lo studio. Poi ancora seguono Pisa (27%), Palermo (26%) e Roma (25%). Mentre Firenze, Bologna e Napoli rientrano nell’ambito della media nazionale del 20%.

Considerando i valori assoluti della ricerca di Universitalia, al primo posto per numero di studenti inattivi c’è proprio Roma con 54.469 studenti, seguita da Napoli con 32.362 studenti, da Milano che (nonostante abbia un valore percentuale più basso della media nazionale) in termini assoluti conta con 26.145 studenti inattivi, e da Bologna che ne ha 20.350.

Secondo le stime di Universitalia, inoltre, nel nostro Paese circa il 70% di quanti si iscrivono all’università non raggiunge poi la laurea. Nella maggiorparte dei casi si tratta di problemi di
orientamento: tra le innumerevoli proposte non è proprio facile orientarsi ed ancora meno facile è districarsi tra i diversi obblighi burocratici che devono affrontare.

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