FORUM P.A. Roma, nasce la rete delle città d’arte

Il futuro della tutela del patrimonio è fatto d’investimenti privati nel campo dei Beni Culturali che, in Italia, rappresentano un vero affare. A pensarlo è Maria Pia Garavaglia, Vicesindaco del Comune di Roma intervenuta questa mattina al Forum P.A. al "Primo vertice dei Sindaci delle Città d’Arte". ”Confidiamo nel nuovo governo. Roma – spiega – e’ al servizio dell’intero Paese e potrebbe fungere da locomotiva trainante a livello turistico. Ma per fare questo servono fondi”. Il rischio altrimenti e’ ”l’estinzione di cio’ che e’ bello”. ”Per evitarlo – conclude – un mese fa abbiamo approvato un Piano Regolatore del turismo per non fare di Roma un museo morto all’aperto”. il Vicesindaco di Roma è convinto che l’Italia abbia nei beni culturali, ambientali e monumentali delle risorse inesauribili da valorizzare perché la cultura, anche attraverso il turismo, diventi il volano dell’economia italiana.

Questo è il senso della rete della città d’arte presentata nel corso della 17esima edizione del Forum P.A. a cui hanno partecipato numerosi sindaci delle città d’arte d’Italia rispondendo all’invito del Comune di Roma. L’obiettivo della rete delle città d’arte è quello di mettere a fattor comune le singole esperienze adattando gli interventi alle diverse realtà territoriali perché, dice Maria Pia Garavaglia "il patrimonio artistico e monumentale deve diventare un’opportunità per i cittadini, mai un intralcio". In altri termini, conclude il vicesindaco Garavaglia parlando della Capitale, la bellezza di Roma che attira milioni di persone ogni anno (20 milioni nel 2005) non può pesare sulle spalle di chi vi abita.

L’assessore provinciale alle Attività Produttive, Bruno Manzi, intervenuto all’incontro di questa mattina, ritiene che il "nuovo esecutivo debba fare attenzione alle risorse da mettere a disposizione degli enti locali per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale italiano".

Roma si interroga sul suo futuro anche attraverso le voci del pro-rettore della Sapienza, Pietro Lucisano e dal suo ex assessore Renato Nicolini, docente di progettazione architettonica a Reggio Calabria. ”La Sapienza ha musei che nessuno conosce – evidenzia Lucidano – ma non solo: il progetto e’ quello di aprirla alla citta’ per renderla fruibile anche la sera, come si è già cominciato a fare con l’ultima Estate romana e la Notte bianca”.

Un’efficace sintesi la compie Gaetano Daniele, sindaco di Ercolano. ”Abbiamo 20 milioni pronti per gli investimenti, tra mutui gia’ accesi e fondi regionali e comunitari, ma ne possiamo spendere solo 7”. Ha detto Gaetano Daniele, Sindaco di Ercolano. La responsabilità è del patto di stabilità che fissa rigidi tetti di spesa per i Comuni ”Posso capire i limiti alla spesa corrente – aggiunge Daniele – ma non quello agli investimenti che servono per lo sviluppo. Con questi soldi che ho, ma non posso spendere, avrei investito principalmente sui Beni culturali, dagli scavi di Ercolano al parco del Vesuvio, al recupero di Villa Maiuri per farne la sede della Scuola di archeologia, creando cosi’ anche 500 posti di lavoro. E invece devo stare fermo, continuando pero’ a pagare le rate per i mutui e rischiando di perdere i fondi comunitari che scadono nel 2006 ”Al nuovo governo – conclude Daniele – chiedo norme piu’ logiche per i Comuni".

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