FORUM PA. AIFA: 285 mln di euro nel 2007 per farmaci orfani e malattie rare

"Nel 2007 abbiamo avuto 285 milioni di euro per i farmaci orfani e le malattie rare". Dal 2005 al 2007 sono stati approvati e finanziati 64 studi in materia. Ma bisogna mettere in campo un progetto nazionale che permetta di superare la frammentarietà. È quanto ha affermato il Direttore generale dell’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) Nello Martini nell’ambito del convegno "Il farmaco fra innovazione, appropriatezza e sostenibilità economica" che si è svolto ieri a Roma al Forum PA.

Il farmaco orfano è "quel prodotto che potenzialmente è utile per trattare una malattia rara, ma non ha un mercato sufficiente per ripagare le spese del suo sviluppo". Manca dunque l’interesse da parte delle industrie farmaceutiche ad investire su un farmaco destinato a pochi pazienti nonostante questo risponda ad un bisogno di salute pubblica, di conseguenza il farmaco è senza sponsor, cioè orfano (Istituto Superiore di Sanità).

In tema di farmaci orfani e malattie rare, ha detto Martini, "bisogna mettere in campo un progetto nazionale. Se esiste un limite è che abbiamo un’assistenza di alto livello ma molto frammentata, i centri di diagnosi non sono collegati fra loro, non c’è un network vero dei centri di eccellenza. Diagnosi, ricerca e rimborsabilità del farmaco devono essere step di un progetto assistenziale".

Innovatività dei farmaci: per il Direttore dell’AIFA la Legge 222/07 "crea le condizioni per accedere all’innovatività". Per Martini inoltre "accesso al mercato e rimborsabilità sono strumento per verificare l’innovatività. Assumiamo l’ammissione alla rimborsabilità come terreno per misurare l’innovatività". Per il Direttore AIFA il sistema italiano "è riuscito a mettere sotto controllo la spesa farmaceutica sul versante dei prezzi ma non sulle prescrizioni e i consumi". Il mercato – è il quadro disegnato da Martini riferendosi al 2007 – controlla i prezzi ma aumentano consumi e prescrizioni di farmaci non innovativi: tutto questo è legato a un aumento del ricorso a terapie consolidate e allo "shift" dai generici ai principi attivi delle categorie ancora protette da brevetti.

"Penso – ha però concluso Martini – che abbiamo messo in campo un progetto farmaceutico e non solo un progetto di governo della spesa".

Comments are closed.