FORUM PA. Imprenditori e dipendenti pubblici guardano con speranza al futuro della PA

Nel decreto legge presentato dal Ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione Renato Brunetta che dovrebbe tradurre in legge la riforma della PA c’è un forte peso alla valutazione. E al centro del processo di valutazione c’è il cittadino che esprime il suo grado di soddisfazione in relazione ai beni e ai servizi. Il Ministero della Pubblica Amministrazione si è messo in prima linea per condurre in porto questa riforma ed ha commissionato a quattro diverse società di ricerca, dei sondaggi sulla customer satisfaction, presentati oggi al Forum PA, che si tiene fino al 14 maggio presso la Fiera di Roma.

Da una ricerca condotta nel mese di marzo 2009 sul doppio fronte dei dipendenti pubblici da un lato e delle imprese dall’altro sono emersi dati abbastanza positivi, che fanno guardare con ottimismo alle iniziative del Ministro Brunetta. Infatti, dalla parte delle aziende, gli imprenditori italiani hanno dichiarato di aver ricevuto servizi sostanzialmente buoni dalla PA, in particolare dalle Camere di Commercio e dalle ASL.

E quasi la metà degli imprenditori italiani sono ottimisti rispetto al futuro della Pubblica Amministrazione, contro un 14% che pensa che la situazione peggiorerà nei prossimi anni. I più ottimisti sono gli imprenditori che risiedono nel Nord/Ovest, mentre quelli che risiedono nel Centro sono i più pessimisti. Le aziende che guardano al futuro con più speranza sono quelle con più di 50 addetti, quindi le grandi imprese.

Elevato è, nel mondo delle aziende, il livello di informazione in merito agli interventi voluti dal Ministro, soprattutto sulla possibilità di licenziare i fannulloni e sulla possibilità di fare più controlli sulle assenze per malattia. Il 97% degli imprenditori italiani, infine, giudica positivamente le iniziative relative al miglioramento dei tempi di espletamento delle pratiche e al miglioramento dell’accesso alla documentazione.

E sul versante dei dipendenti pubblici le cose vanno altrettanto bene. Il 91% del campione di 1500 dipendenti della PA giudica positivamente il proprio rapporto con i cittadini; contemporaneamente, però, il 74% dei dipendenti della PA pensa che sono i cittadini a dare un giudizio negativo sul rapporto con loro. Il 90% di chi lavora nella PA dichiara di essere molto o abbastanza soddisfatto del proprio lavoro; il 39,1% è ottimista verso il futuro della PA e, a differenza degli imprenditori, i più ottimisti si trovano al Centro e al Sud. Oltre il 52% dei dipendenti pubblici ha un giudizio molto o abbastanza positivo dell’operato del Ministro Brunetta e la valutazione rispetto alle singole iniziative, come quella sui maggiori controlli sulle malattie, è ancora più alta.

Nicola Piepoli, Direttore dell’Istituto Piepoli, ha presentato i dati di una ricerca condotta nel 2007 sui cittadini e sul loro grado di soddisfazione verso la Pubblica Amministrazione. "Le mancanze che sono emerse due anni fa – ha detto Piepoli – erano di informazione, velocità, flessibilità di orari e competenze, qualità e privacy. Credo che siano stati questi gli input colti dal Ministro per cambiare le carte in tavola. Già nel 2007 saltava all’occhio un elemento di ansia e di abbandono avvertito da parte dei cittadini che si sentivano orfani dello Stato".

"Le soluzioni a questo sono una maggiore informatizzazione, un maggior grado di accessibilità ai servizi, magari anche attraverso sportelli unici e universali in cui non c’è una suddivisione dei servizi ma una divisione per stati di bisogno, dove il cittadino si sente al centro ed è libero di esporre i suoi problemi. Un’altra idea è quella della Personal Identity Card che contiene tutti i bisogni del cittadino e, infine – ha concluso Piepoli – è necessario potenziare gli uffici di relazione con il pubblico e con i consumatori ed attivare canali di comunicazione dedicati".

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