FORUM PA. La farmacia del futuro? Prenotare visite specialistiche ed educare alla salute

Qualunque cittadino sarebbe contento se andasse in farmacia e trovasse una serie di altri servizi, oltre alla tradizionale vendita del farmaco. Sarebbe bello poter prenotare esami e visite specialistiche, soprattutto perché questo porterebbe un risparmio di tempo e fatica. Bene, in Emilia-Romagna questo particolare percorso verso la farmacia dei servizi è già stato intrapreso. A Modena, ad esempio, il 20% sul totale delle prenotazioni di visite ed esami è stato effettuato in farmacia.

Così la farmacia diventa anche un luogo di informazione e di educazione alla salute e si integra meglio nel Sistema Sanitario Nazionale. E’ proprio questo l’obiettivo cui deve tendere la farmacia del futuro per adeguarsi al continuo aumento della richiesta di servizi per la salute, sia sul piano qualitativo sia su quello quantitativo, mantenendo l’equilibrio economico senza ridurre i servizi offerti.
Nel 2006 è stato firmato il primo protocollo che ha coinvolto le associazioni dei consumatori (Adiconsum, Movimento Consumatori, Adoc e Federconsumatori) e il sindacato dei pensionati (Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati) e che ha dato vita ad una serie di incontri mirati ad informare soprattutto gli anziani che hanno più difficoltà a reperire le informazioni. La scelta degli argomenti è stata fatta in coerenza con le linee regionali, raccogliendo inoltre le istanze dei rappresentanti dei cittadini. I luoghi sono stati scelti con cura e, attraverso supporti di diapositive e di materiale specifico, sono nati confronti con ampi spazi dedicati a domande e chiarimenti. Per rendere efficace la comunicazione si è creato un gruppo di farmacisti che sono stati formati appositamente sulle tecniche per parlare in pubblico. I risultati sono stati positivi e hanno messo in evidenza il ruolo di mediazione che il farmacista può svolgere, soprattutto per l’utilizzo consapevole del farmaco.

Un’altra questione importante, infatti, è la diffusione del farmaco equivalente, che in Europa è usato ormai da 30 anni, mentre in Italia fatica a prendere piede. Questo soprattutto perché l’informazione su di esso si è concentrata sul vantaggio del risparmio economico, tralasciando l’importanza dell’efficacia. L’esperienza modenese, dove si è registrata la percentuale del 28,3% di utilizzo del farmaco equivalente, che è una delle più alte in Italia, non fa che confermare che ci sono nuovi spazi da presidiare per far crescere la qualità e il numero dei servizi offerti dalla farmacia. Nell’incertezza delle decisioni politiche future, questa è una strada sicura, da percorrere per rafforzare l’integrazione con il Servizio Sanitario Nazionale e per dare un contributo al contenimento della spesa. Infine, Federfarma di Modena, in collaborazione con l’Azienda Usl sta lavorando per un servizio di farmacovigilanza, un’attività di grande rilievo che qualifica la figura del farmacista come soggetto che opera a tutela della salute pubblica.

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