FORUM PA. Lazio, quasi 1 donna su 3 ha subito violenza negli ultimi tre anni

Negli ultimi tre anni quasi una donna su tre residente nel Lazio ha subito violenza. Di queste: il 16% è stata vittima di molestie sessuali, il 7% di maltrattamenti fisici ed il 18% di violenza psicologiche. E’ quanto emerge dalla ricerca "Il fenomeno della violenza sulle donne: un approfondimento sulla situazione nel Lazio", finanziata dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Presidenza della Commissione consiliare Sicurezza, contrasto all’usura, integrazione sociale e lotta alla criminalità della Regione Lazio, presentata questa mattina a Roma presso il Forum Pa.

Lo studio è stato realizzato su un campione di 1100 donne tra i 16 e i 70 anni residenti nel Lazio, regione che insieme all’Emilia Romagna detiene, secondo gli ultimi dati Istat, il triste primato di casi di violenza contro le donne. "Ci siamo chiesti – ha detto il Presidente della Commissione consiliare, Luisa Laurelli – perché proprio queste due Regioni e siamo convinti che la causa di questo vertice negativo sia il fatto che nel Lazio ed in Emilia Romagna si denunci di più".

Secondo la ricerca, mentre le molestie sessuali vengono agite prevalentemente da estranei (57%) e in mezzi o luoghi pubblici, i maltrattamenti fisici sono commessi soprattutto da persone che sono (o sono state) legate sentimentalmente alla vittima (per il 34% dal marito/fidanzato e per il 18% dall’ex partner) all’interno delle mura domestiche. Nel caso delle violenze psicologiche, l’abuso proviene principalmente da soggetti appartenenti alla sfera affettiva: il 22% da conoscenti, amici e parenti e il 17% dal marito/fidanzato.

Come sottolineato dalla Laurelli "è stato sfatato lo stereotipo che per essere violenti o per subire violenza bisogna essere poveri sia economicamente che dal punto di vista culturale". La ricerca dimostra infatti che "sono più violenti ottimi professionisti e persone benestanti e uomini di famiglia che non estranei".

Inoltre, dalla fotografia scattata dalla Regione emerge "un segnale di cambiamento" in tutte le città del Lazio che porta il 92% delle donne intervistate a considerare come fenomeni di violenza le umiliazioni, le offese, le denigrazioni, il controllo della propria autonomia decisionale (87%), la svalutazione delle capacità (86%), lo stupro (86%), le intimidazioni, le minacce di suicidio, di far male alle persone care alle donne (87%).

"Il fatto che in Italia – ha spiegato Laurelli – la violenza sulle donne è la prima causa di mortalità femminile, ci deve preoccupare. La politica regionale già interviene concretamente implementando i finanziamenti delle leggi sulla sicurezza. Occorre favorire l’apertura di nuovi servizi in tutte le provincie del Lazio ancora sprovviste di centri antiviolenza. Ciò consentirà di aumentare l’offerta di aiuto alle donne che denunciano, sia in termini di accoglienza che di recupero e di inclusione sociale".

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