FORUM PA. Libertà e privacy, in Italia oggi. La parola al Garante

Qual è la situazione della privacy oggi in Italia? Il tema è stato affrontato al Forum PA, che è in corso fino a domani presso la Fiera di Roma. A presentare il quadro delle libertà individuali e delle loro violazioni è stato il Presidente della Autorità Garante della Privacy Franco Pizzetti.

"Da metà marzo il Garante Privacy ha in mano un nuovo strumento: la possibilità di sanzionare. Abbiamo già dei procedimenti in itinere – ha annunciato Pizzetti – e al termine delle procedure ci saranno importanti sanzioni". Il Presidente dell’Autorità Garante della Privacy ha spiegato che in Italia l’individuo ha a disposizione tre grandi istituti di difesa: quello che lo tutela dal trattamento illecito dei suoi dati personali; quello che gli garantisce il diritto d’accesso e quello che gli garantisce il diritto di correzione dei suoi dati.

Ed ecco il primo esempio concreto: se un cittadino dà il suo indirizzo al macellaio per farsi recapitare la carne a casa, quest’ultimo può utilizzare l’informazione soltanto per quello scopo, dopodiché deve cancellare il dato, o comunque non può darlo a nessun’altro. Inoltre, chiunque abbia delle informazioni su qualcuno deve permettere a questo di accedere ai dati in questione e se questi dati sono sbagliati, deve correggerli.

Questi sono i diritti di privacy di base ma l’obiettivo dell’Autorità Garante è quello della protezione preventiva, cioè una protezione che evita la violazione. "Per far questo stiamo lavorando sulle banche dati e sulla loro sicurezza e tracciabilità – ha detto Pizzetti – perché se qualcuno va a controllare la mia dichiarazione dei redditi io devo sapere con quali finalità l’ha fatto".

Le altre sfide del Garante Privacy sono quella di seguire l’innovazione tecnologica e quella dell’uso dei dati per motivi di sicurezza globale. Pizzetti ha spiegato che il Garante non può impedire di mettere le telecamere nello stadio, ma può dire di cancellare i dati dopo un certo periodo di tempo (ad esempio una settimana) quando il pericolo ormai è cessato. Purtroppo, però, in Italia la tutela della privacy incontra anche degli ostacoli culturali.

"Nel tempo abbiamo fatto credere alla gente che la protezione dei dati personali sia soltanto un fatto burocratico, una firma in più da mettere su un modulo lungo e incomprensibile – ha detto Pizzetti – il nostro problema è quello di far capire a chiunque che questo è un diritto e per questo stiamo ricorrendo anche all’uso di ideogrammi come l’immagine della telecamera o del lucchetto che migliorano la percezione. Dall’altro lato, bisogna far capire alle aziende che la tutela dell’individuo non è solo un costo. Aumentando la consapevolezza si produce un mutamento nella coscienza collettiva".

Insomma Pizzetti ha insistito sulla privacy come diritto non negoziabile che, se violato, è potenzialmente pericoloso. E al giorno d’oggi l’Autorità Garante della Privacy non può non scontrarsi con la realtà dei social network. "Quello dei social network è un fenomeno importante – ha detto Pizzetti – ed è parte del cambiamento del mondo in cui viviamo. Nella realtà virtuale tutto diventa informazione e dunque viene trasformato in dato. E finché è in rete non viene cancellato e continua ad essere attuale e conoscibile nel tempo presente. Infine – ha aggiunto Pizzetti – in rete non c’è distinzione tra passato, presente e futuro. Su questi fenomeni c’è bisogno di comunicare senza spaventare".

Sul tema delle intercettazioni Pizzetti ha distinto tra il lecito e l’illecito. Le intercettazioni lecite sono quelle permesse dal giudice e dal legislatore, che si prendono la loro responsabilità. Cosa chiede il Garante? "Che le intercettazioni rispettino le regole e dunque siano utilizzate e conservate esclusivamente dal giudice. Questi deve comunque cancellare le informazioni non necessarie all’indagine e soltanto quando questi deposita l’intercettazione, la stampa può appropriarsene".

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