FORUM PA. Pubblico impiego: premiare le performance, non le buone intenzioni

Non solo "fannulloni" nella pubblica amministrazione, una realtà fatta anche di professionalità e dipendenti motivati. In un contesto di scarsa fiducia e credibilità del pubblico da parte della società civile si inserisce l’importanza dei sistemi di valutazione nel pubblico impiego al centro del convegno "Premiare le performance, non le buone intenzioni: passato, presente e futuro della valutazione del pubblico impiego" organizzato a Roma nell’ambito del Forum PA. L’incontro, a cura di Giovanni Valotti professore ordinario di Economia delle aziende e delle amministraizone pubbliche all’Università Bocconi, è dedicato alla figura di Ubaldo Poti, figura protagonista delle riforme di modernizzazione della PA.

"Una delle ipotesi di fondo per affrontare il tema della valutazione è proprio il fatto che "l’opinione pubblica e i pubblici dipendenti – ha spiegato Valotti – non identifichino nella PA ambienti di lavoro meritocratici".

Quali, quindi, i presupposti per una buona valutazione? Secondo il professore della Bocconi è essenziale "definire e misurare le performance, responsabilizzare i dipendenti assicurandogli uno spazio di azione. Infine, premiare le performance, non le buone volontà".

Dalle parole è però necessario passare ai fatti. "In Italia – ha proseguito Valotti – siamo bravi nell’ideare le riforme ma siamo deboli nell’attuarle, nell’implementarle". Per Antonio Naddeo, capo dipartimento della Funzione Pubblica, ad esempio, "l’augurio è che non ci siano più interventi legislativi nel pubblico impiego per evitare che si sprechi tempo a organizzare e riorganizzare".

La sensazione diffusa è che il senso di poca credibilità nei confronti dei pubblici dipendenti derivi da una comunicazione distorta da parta della stampa. Non è così per Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva che nel convegno ha rappresentato "il punto di vista dei cittadini, essenziale per valutare la PA". "Non credo- ha detto – che il conflitto di fiducia verso il pubblico sia generato dai media, i quali hanno piuttosto una funzione alimentatrice".

Esiste un sistema vero di inefficienze come testimoniano i risultati del rapporto Pit Servizi ricordati dalla Petrangolini: "La pubblica amministrazione è al secondo posto nella lista nera dei servizi di pubblica utilità. E’ quindi importante che anche i cittadini si occupino della valutazione e la legge oggi lo consente. Basti pensare all’audit civico che consente agli utenti di valutare i servizi in ambito sanitario".

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