FORUM PA. Riflettori sulla class action proposta da Brunetta

La class action fa discutere anche al Forum PA che, al suo terzo giorno, ha dedicato un intero convegno al tema, partendo dalla class action nella Pubblica Amministrazione, che è contenuta nel decreto legge sulla dematerializzazione della PA, presentato dal Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.

Cosa prevede in sostanza questa norma? "Con la legge delega si introduce un’azione collettiva nella PA ma il termine di class action è atipico – ha spiegato Germana Panzironi, Capo Ufficio legislativo del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, che ha coordinato il convegno – questa infatti non è un’azione risarcitoria, ma è un’azione volta a ristabilire gli standard qualitativi dell’attività della Pubblica Amministrazione. Il nostro intento infatti – ha aggiunto Panzironi – non è quello di risarcire, ma quello di rendere la PA sempre più efficiente e al servizio del cittadino".

Germana Panzironi ha introdotto il tema della class action sottolineando il fatto che questo è uno strumento nuovo per l’ordinamento italiano, che ha una tradizione giuridica di lunga data e improntata alla tutela di carattere individuale. "Solo di recente sono stati introdotti interessi che hanno un carattere collettivo e questo pone non pochi problemi di legittimazione e di diritto ad agire" ha dichiarato Panzironi, specificando quanto il tema sia complicato e ancora non prevedibile nelle sue conseguenze.

Dunque cosa dice la legge delega? Si consente ad ogni interessato che subisce un danno dalla Pubblica Amministrazione di agire in giudizio, da solo o attraverso le Associazioni dei Consumatori. "Un’Associazione dei Consumatori – ha commentato Panzironi – conferisce una maggiore forza all’azione giuridica, aumentando la tutela del cittadino".

Ma come si traduce questa tutela? In sostanza tutto è nelle mani del giudice amministrativo che prima deve verificare il danno, poi chiede alla PA di correggere e se il danno perdura, allora può ricorrere alla sostituzione del funzionario pubblico o addirittura al commissariamento del servizio pubblico in questione.

Il ricorso, comunque, deve essere preceduto da una diffida, da parte di un’autorità, affinché la PA abbia la possibilità di correggere e dunque ripristinare lo standard qualitativo prima della giurisdizione.

La sentenza finale, poi, deve essere pubblicata sul sito dell’ente e delle istituzioni, e deve avere quindi pubblicità in un’ottica di trasparenza. "E’ in quest’ottica che è stata avviata tutta la riforma della Pubblica Amministrazione, coinvolgendo tutti i settori e cercando di renderla sempre più efficiente – ha dichiarato Panzironi – In questo senso si riesce a creare un mercato parallelo a quello privato, considerato il fatto che per alcuni servizi la PA è insostituibile".

"La class action nei confronti della PA non è una class action – ha detto Ermanno de Francisco, Consigliere del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia – Penso che questa si tradurrà in una serie di ricorsi ciclici che si fermeranno, nella maggior parte dei casi, all’accertamento della violazione di un dovere. Questo in pratica si limita a reiterare un termine già previsto dalla legge; dunque dopo la prima sentenza non succede nulla – ha continuato de Francisco – e si torna davanti al giudice amministrativo in caso ci sia la perduranza dell’inadempimento. Allora si può nominare un commissario ad acta per eliminare la violazione riscontrata, ma io credo che bisognerebbe andare oltre, ipotizzando ad esempio il commissariamento dell’intero organo pubblico".

"Se non si fa questo passo – ha concluso de Francisco – la class action rischia di diventare un giudizio di ottemperanza collettivo, che è una cosa che si può fare già oggi. Si dovrebbe fare di più per individuare le cause e sanzionare i responsabili; così questa class action è una legge per la Pubblica Amministrazione, che vuole migliorare se stessa".

Dell’opinione che ci siano delle modifiche da fare e delle cose da chiarire su questa class action nella PA sono anche Giuseppe Galasso, responsabile della Direzione Industria e Servizi dell’Antitrust, e Carlo Crea, Segretario Generale dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

"La natura della class action è tipicamente risarcitoria – ha dichiarato Galasso – e dunque questo esempio di class action verso la PA è in pratica un’azione contro l’inerzia della Pubblica Amministrazione e non segue l’orientamento generale del risarcimento collettivo". Parlando della necessità di fare di più verso la tutela dell’individuo, che attualmente non è tutelato nell’ordinamento italiano, Galasso ha annunciato che è iniziata un’analisi dell’Antitrust sui prodotti cosmetici il cui prezzo, si dubita, sia troppo alto.

di Antonella Giordano

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