FRODI. Lucca, GdF scopre giro di riciclaggio

La Guardia di Finanza di Lucca ha ricostruito un meccanismo di frode perpetrato attraverso l’emissione e l’utilizzo di false fatture, associato alla sistematica elusione della normativa antiriciclaggio tesa a limitare l’uso del contante contemplata dalla legge n. 197 del 1991. La normativa, infatti, vieta il trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi, quando il valore da trasferire e’ complessivamente superiore a 12.500 euro.

Le indagini hanno preso il via da una segnalazione effettuata dal nucleo speciale di polizia valutaria di Roma nei confronti di una società avente sede legale a Viareggio (Lu) ed hanno evidenziato una responsabilità dell’amminsitratore della società nonchè dei direttori delle filiali degli istituti di credito dove la società viareggina aveva aperto i propri conti correnti. In base alla normativa antiriciclaggio, infatti, i funzionari di banca devono segnalare, alla sede centrale dell’istituto di credito dal quale dipendono, le operazioni, o l’insieme di operazioni, che possono, sulla scorta degli elementi in loro possesso, essere riconducibili ad ipotesi di riciclaggio.

Dopo approfonditi accertamenti, cinque direttori pro-tempore sono stati verbalizzati per non aver segnalato alla sede centrale del proprio istituto l’anomala gestione del conto. I funzionari, infatti, anche sulla scorta delle "istruzioni operative per l’individuazione delle operazioni sospette" emanate dalla Banca d’Italia, avrebbero dovuto insospettirsi del continuo e sistematico ricorso all’uso del contante, da parte di chi aveva invece la possibilità di utilizzare i normali canali bancari.

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