Farmaci: Federconsumatori, no agli sprechi

Troppi farmaci inutili, confezioni troppo grandi, scarsa diffusione di medicinali equivalenti e informazione sbagliata. Sembra essere questo il panorama del settore farmaceutico italiano, frutto di un’intera politica sanitaria nazionale poco attenta alla salute del cittadino e piena, invece, di immensi sprechi. "Promuovere forme di risparmio che garantiscano ai cittadini delle prestazioni adeguate e la tutela del fondamentale diritto alla salute", come possono essere le terapie personalizzate cui devono essere associate delle confezioni adeguate ai bisogni del paziente, cioè ridotte del 30-40% delle confezioni attualmente sul mercato.

Confezioni di medicinali ridotte limiterebbero anche gli sprechi per il Sistema Sanitario Nazionale, per i consumatori e causerebbero meno danni all’ambiente, visto che spesso i medicinali scaduti non vengono gettati negli appositi contenitori che sono presso le farmacie. Queste sono alcune delle proposte formulate da Federconsumatori che, a tal proposito, ha organizzato oggi a Roma un convegno dal titolo "Validità, innovazione e uso consapevole, requisiti fondamentali per una nuova politica del farmaco".

"Da indagini fatte sullo spreco farmaceutico – ha dichiarato Rita Battaglia, Vicepresidente e responsabile del settore sanità della Federconsumatori Nazionale – emerge che ogni famiglia getta nella spazzatura circa 9 prodotti farmaceutici sui 45 comprati annualmente, in media il 20%". Inoltre "una famiglia spende in media 400 euro annui nell’acquisto di medicinali; di questi quasi 80 euro vengono sprecati a causa delle confezioni non conformi alla terapia prevista". Rita Battaglia segnala, poi, il problema dei farmaci scaduti che, su indagini delle Autorità di controllo, "vengono sequestrati soprattutto in strutture residenziali o di assistenza sanitaria per gli anziani".

"Nonostante vengano denunciati i responsabili di queste strutture – ha detto Battaglia – per detenzione e somministrazione di sostanze farmacologiche imperfette o pericolose, la normativa italiana, in questo senso, non facilita perché la legge punisce solo la somministrazione di farmaci scaduti e non la semplice detenzione. Ciò vuol dire che se la farmacia detiene farmaci scaduti, il farmacista viene condannato penalmente, mentre il dottore o l’infermiere di un reparto che ha farmaci scaduti non risponde di questo reato". "Questa anomalia è da colmare – chiede Battaglia a nome di Federconsumatori – con una norma legislativa per assicurare la certezza della pena, perché la negligenza altrui, nel caso della gestione dei farmaci, mette in serio pericolo la salute delle persone".

"Come associazione dei Consumatori – ha dichiarato il Presidente Federconsumatori Nazionale, Rosario Trefiletti – cerchiamo di mantenere una dualità: da un lato siamo attenti al prezzo del farmaco, nell’interesse del consumatore, dall’altro ci impegnamo affinché una politica sanitaria dia delle risposte adeguate al cittadino che chiede trasparenza e chiarezza".

Secondo i dati di Assogenerici, dal 2001, con l’introduzione dei farmaci equivalenti, il Sistema Sanitario Nazionale ha potuto risparmiare, in media, tra i 400 e i 600 milioni di euro all’anno. Ma la diffusione dei farmaci generici in Italia ha incontrato forti resistenza, sia da parte dei medici, che vengono bombardati quotidianamente da informatori farmaceutici che cercano di convincerli della "qualità" di una marca piuttosto che di un’altra, sia da parte dei consumatori, che non sono stati adeguatamente orientati. Si deve comunque all’impegno di alcune istituzioni, come l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, e delle Associazioni dei consumatori, se nel tempo si sono vinte le resistenze e i timori nei confronti di questi medicinali.

Restano, però, ancora tanti punti critici che si evidenziano nella politica del farmaco italiana e Federconsumatori le ha messe in evidenza insieme al Fondatore e Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri", il Prof. Silvio Garattini. Quali sono le inappropriatezze del settore farmaceutico italiano? Garattini ne ha segnalate quattro. "Prima di tutto il mercato italiano è pieno di farmaci inutili; ad esempio i ricostituenti e i vari integratori alimentari sono prodotti che in un’era di benessere, com’è quella in cui siamo, risultano decisamente inutili e in più non si trovano in alcun manuale di farmacologia che ne confermi l’efficacia. Già per questa categoria di farmaci l’azione di Federconsumatori può essere molto utile a fornire le giuste informazioni ai consumatori".

Il secondo livello critico del mercato dei medicinali italiano è, secondo Garattini, l’impiego dei farmaci per curare le cattive abitudini di vita, come il fumo, l’eccesso di alcol, il sovrappeso o la mancanza di attività fisica, "che nel tempo generano situazioni morbose che poi devono essere curate". "Anche in questo Federconsumatori e le altre Associazioni dei consumatori, possono svolgere un gran lavoro per creare la consapevolezza del dovere alla salute, visto che chi si procura malattie attinge al fondo comune di risorse sottraendole a chi ne ha veramente bisogno". Il Prof. Garattini ricorda, infatti, che molte delle spese del Sistema Sanitario Nazionale derivano da queste cattive abitudini di vita.

"Il terzo livello di inappropriatezza è quello dei prodotti efficaci, ma utilizzati male. Un esempio su tutti è l’uso dei farmaci antidepressivi associato molto spesso a stati depressivi che dipendono dai casi della vita". "Di recente – ha spiegato Garattini – la Food and Drug Administration, che è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha pubblicato tutti gli studi disponibili su questi farmaci. Ne è risultato che la maggior parte di essi ha soltanto un effetto placebo, mentre esistono molti effetti collaterali che neanche vengono scritti sui foglietti illustrativi". Garattini ha ricordato il caso di un farmaco antidepressivo, usato da oltre 2 milioni e mezzo di americani, che, dopo la pubblicazione di tali dati, è stato ritirato dal mercato a causa dei gravi effetti cardiaci che aveva.

"Infine – ha concluso Garattini – c’è la categoria dei farmaci efficaci ma sottoutilizzati, come quelli che hanno bisogno di una continuità terapeutica". A questo quadro si aggiunge la recente diffusione della medicina alternativa, sulla quale Garattini ha espresso completa scetticismo. "I prodotti omeopatici sono prodotti di cui non si conosce il contenuto e che non sono soggetti ad alcun controllo". Insomma "in una società farmacocentrica il farmaco deve diventare uno strumento di salute e non solo un bene di consumo".

a cura di Antonella Giordano

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