Farmaci fascia C, in piazza per la liberalizzazione

Ammonta a 600 milioni di eurola stima di quanto potrebbero risparmiare i cittadini italiani se il Senato approvasse la liberalizzazione dei farmaci di fascia C contenuta nel ddl Bersani 1644, all’esame oggi in Commissione in Senato. Proprio oggi davanti Palazzo Madama si è svolta la Manifestazione per la Libertà promossa da Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF), Federazione Esercizi Farmaceutici (FEF), Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane (ANPI) e Federazione Italiana Esercizi Farmaceutici (FIEF). Alla manifestazione hanno aderito Movimento Difesa del Cittadino, Federconsumatori, Adusbef, Codacons e Associazione Professionisti Laureati Europei.

In particolare, l’art. 2 del disegno di legge prevede la vendita dei farmaci di fascia C anche negli esercizi commerciali già abilitati alla distribuzione dei medicinali da banco. E’ prevista la presenza di un farmacista e che i farmaci siano esposti in appositi spazi riservati per distinguerli dagli altri commerciali. Liberi farmacisti e consumatori hanno oggi chiesto, anche, l’abolizione della pianta organica e del prezzo fisso dei farmaci a totale carico dei cittadini.

Simbolica la distruzione, da parte dei liberi farmacisti, dei propri certificati di abilitazione professionale in segno di dissenso con l’attuale legislazione che impedisce il libero esercizio della professione.

Non tutti sono d’accordo con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. C’è chi, ad esempio, parla di grave rischio per salute del cittadino e per l’efficienza del sistema farmaceutico. Per capire meglio le conseguenze del possibile via libera del ddl 1644 Help Consumatori ha intervistato Vincenzo Devito, presidente Mnlf: "Per quanto concerne l’efficienza del sistema farmaceutico è in atto una grossa strumentalizzazione data in pasto alle forze di sinistra vicino al popolo, come Rifondazione Comunista. Secondo questa linea se un sistema protetto venisse liberalizzato ci sarebbe anche rischio per al mutualità dei farmaci. Questo pericolo non esiste. Per quanto riguarda i farmaci di fascia C, questa manifestazione non è solo per la distribuzione di questo tipo di medicinali fuori dalle farmacie. Noi siamo qui per un contesto molto più ampio, ovvero la libertà di esercizio professionale. Tutti i farmacisti laureati e abilitati all’esercizio della professione, di fatto non possono svolgerla. Per questo sosteniamo il ministro Bersani si è accorto di questa situazione ed ha voluto dare al popolo qualcosa di più concorrenziale.

Sul fronte della sicurezza dei cittadini, è necessario considerare che i farmaci di fascia C sono dispensati dal medico con ricetta e comunque distribuiti da farmacisti professionisti. Noi abbiamo inoltre creato controlli. Non è il luogo che legittima un professionista, ma è un professionista che legittima il luogo; quindi è il farmacista che determina il luogo della salute e non il contrario.

Il Mnlf chiede anche l’abolizione della pianta organica? Quali le conseguenze di questa proposta? Non c’è il rischio per i piccoli centri di rimanere senza farmacie?

"Io credo il contrario. Attualmente si osservano concentrazioni di farmacie nelle grandi città come Roma, nei piccoli centri ce ne sono molte meno. Evidentemente la pianta organica consente di andare in situazioni più redditizie. La sua abolizione consentirebbe di portare il servizio il luoghi non protetti dalle lobby. La pianta organica oggi serve per proteggere un privilegio dei farmacisti non un servizio".

Quale il risparmio in termini economici per i cittadini a seguito della liberalizzazione della fascia C?

"I vantaggi per i cittadini si sono visti già con le prime liberalizzazioni. Dall’inizio dell’anno si conta quasi un 15% in meno di spesa di medicinali. Le farmacie, per effetto della concorrenza, sono state costrette a fare sconti. Anche se molti parlano di risparmio irrisorio, si tratta di una questione di principio: è comunque un risparmio per i consumatori, che potrebbe amplificarsi se questa regola potesse applicarsi anche ai farmaci di fascia C e di fascia A".

Help Consumatori ha sentito anche l’opinione dei parafarmacisti, rappresentati dal presidente dell’ANPI, Lucio Zingarelli.

Sul tema sicurezza Zingarelli ha detto: "Il processo che si verifica nelle farmacie è mantenuto nelle parafarmacie, dove il cliente si presenta con una ricetta medica e acquista il farmaco da un farmacista. Il problema al centro della manifestazione di oggi è la professionalità dell’individuo, che non decade fuori dal sito della farmaci".

Perchè Italia i farmaci costano più che in altri paesi in Europa?

"Nella proposta della liberalizzazione di fascia C noi abbiamo proposto anche l’abolizione del prezzo fisso dei farmaci a totale carico dei cittadini, consentendo gli sconti. Liberalizzando così il prezzo del farmaco si andrebbero a scoprire gli "altarini" delle ditte farmaceutiche che spiegherebbero il perché in Italia i medicinali costano di più. Gli sconti consentirebbero un risparmio del 20-25% su prezzi. Si tratta in realtà di un discorso più generale: sembra che in Italia per il suo regime fiscale o per le catene di produzione che ha tutto costi di più. Qualora il ddl 1644 non passasse chiederemo una raccolta di firme per un referendum abrogativo della Pianta Organica e per l’abolizione del prezzo fisso dei farmaci a totale carico dei cittadini".

Per quanto riguarda la riforma delle professioni "il problema non coinvolge solo i farmacisti. Siamo in un regime meritocratico, ma questa deve essere una realtà concreta non di parole. E’ fondamentale che un a persona una volta laureata decida del suo futuro a suo piacimento e non in base ad una situazione legata a delle leggi ormai anacronistiche".

 

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