Farmaci, pazienti promossi con riserva

Promossi con "riserva". E’ il giudizio che si meritano gli italiani interrogati dall’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori che con un sondaggio ha voluto testare la loro preparazione in materia di farmaci, farmaci generici e integratori alimentari. Il 73% degli intervistati, infatti, ha dimostrato di conoscere in maniera corretta il significato di "farmaco generico" tuttavia nel nostro Paese la rilevanza del mercato dei farmaci generici è ancora irrisoria. Il motivo – spiega Antonio Addis, Aifa – sta in alcune false credenze che circolano circa la qualità dei farmaci equivalenti. Occorre, adesso, convincere il consumatore circa l’efficacia e la qualità: non si tratta in alcun modo di farmaci di "serie B".

La tesi trova conferma nell’intervento di Luisa Valvo, Iss, che precisa: "Il generico ha le stesse garanzie di qualità del medicinale originale così come sono identici – rispetto al farmaco "branded" i requisiti per l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio".

Secondo il sondaggio condotto dal Movimento Consumatori in collaborazione con l’Ipsos il 55% delle famiglie intervistate conserva tutti i medicinali in un apposito armadietto, il 39% quasi tutti negli armadietti e il 6% in luoghi giudicati più comodi. Nelle famiglie in cui sono presenti figli, si dà maggiore importanza alla scelta del luogo dove conservare i farmaci rispetto a quelle che vivono senza figli. Le persone che sono soggette a terapie per malattie croniche sono, invece, abituate a tenere a aportata di mani i farmaci che utilizzano quotidianamente.

Eppure il Centro Antiveleni Milano (oltre 60 mila consulenze nel 2006) annovera i farmaci il principale responsabile dei casi di intossicazione (oltre il 40%). Franca Davanzo, Centro Antiveleni, ha spiegato, infatti, che "oltre il 90% delle intossicazioni avviene in ambiente domestico, quello che consideriamo l’ambiente più sicuro è anche il più pericoloso. I bambini da 1 a 4 anni sono i soggetti maggiormente a rischio. Per questo con una campagna di informazione ad hoc "Ricordati di proteggerlo. Come difendere i nostri piccoli dalle intossicazioni in casa" abbiamo voluto rivolgerci alla fascia di popolazione che desta in noi maggiori preoccupazioni".

Per quanto riguarda il controllo della data di scadenza una parte significativa degli intervistati appartenente alla fascia d’età avanzata la controlla regolarmente (48%) mentre i giovani controllano la scadenza generalmente poco prima di utilizzare il prodotto. Se il farmaco è scaduto da poco tempo, gli intervistati con una buona istruzione, gli anziani e i residenti nel Nord Italia hanno la tendenza ad utilizzarlo lo stesso.

Controllo, c’è bisogno di maggiore controllo: "Bisogna comunicare maggiormente con le fasce più deboli, "bambini" e "anziani" e, soprattutto, bisogna comunicare cose semplici – sostiene Franco Caprino, Federfarma – Un foglietto informativo che parli al paziente servirebbe di più di un insieme di termini tecnici. C’è bisogno di campagne di informazione sempre più capillari ma anche che il paziente impari ad ascoltare il medico e non il vicino di casa".

Il foglietto di avvertenze, i cd bugiardini, sono letti abitualmente dai giovani e dai soggetti più istruiti mentre gli intervistati che hanno concluso la scuola dell’obbligo si affidano maggiormente alle indicazioni del medico o del farmacista. Quasi tutte le persone intervistate dichiarano di attenersi a quanto prescritto dal medico in termini di dosaggio/posologia e di durata del trattamento terapeutico (95%); la percentuale più alta di coloro che cambiano la durata del trattamento è individuabile nella fascia dei meno istruiti.

Prendersi cura dei pazienti. E in questa fase un ruolo non trascurabile è quello che giocano, o che dovrebbero giocare, i medici di famiglia. Ovidio Brignoli (SIMMG): "I medici di famiglia andrebbero coinvolti con maggior vigore nelle campagne di informazione. Essi, d’altro canto, dovrebbero essere molto più attenti nel sviluppare nuove attività come quella di "accompagnare un farmaco": la prescrizione di un farmaco è una delle ultime fasi di un processo relazionale complesso che culmina con il monitoraggio del paziente rispetto all’uso dei farmaci".

Un discorso a parte meritano gli integratori alimentari. Secondo gli intervistati gli integratori sono percepiti soprattutto come multivitaminici o Sali minerali o multiminerali. Il 6% non sa rispondere alla domanda e non azzarda neanche una definizione sommaria. Il 61% dichiara di non aver mai fatto uso di integratori alimentari. Solo il 5% crede di utilizzarli. Questi prodotti risultano usati maggiormente dalle donne, dai soggetti residenti nel Nord Italia e dalle persone che appartengono ai ceti più istruiti della popolazione. Ma cosa sono gli integratori alimentari?. Roberto Copparoni, Ministero Salute, spiega: "Tali prodotti non possono essere considerati "dietetici" in quanto non sono concepiti per rispondere ad esigenze nutrizionali o condizioni fisiologiche particolari. Il loro impiego ha lo scopo di ottimizzare gli apporti nutrizionali, fornire sostanze di interesse nutrizionale ad effetto protettivo o trofico e migliorare il metabolismo e le funzioni fisiologiche dell’organismo. Gli integratori vengono considerati come prodotti appartenenti all’area alimentare, a base di vitamine, minerali e altre sostanze di interesse nutrizionale e fisiologico".

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