Federalismo, Crisigiovanni: “Rischio tasse più alte”

Via libera per decreto al federalismo municipale. Nonostante il pareggio della votazione in Bicamerale di ieri, il Governo ha deciso di andare avanti lo stesso sulla strada del federalismo (con modalità oggetto di contestazioni da parte dell’opposizione) e ha convocato ieri sera un Consiglio dei Ministri straordinario che si è riunito a Palazzo Chigi e "ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale". Per entrare in vigore, però, il decreto deve essere firmato dal presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ma il federalismo fiscale municipale conviene o meno ai cittadini consumatori? A rispondere è Luisa Crisigiovanni, direttore di Altroconsumo, che ha dedicato al federalismo un approfondimento sulla rivista "Consumatori, Diritti e Mercato": "Dalla valutazione fatta da Altroconsumo in collaborazione con esperti, professori universitari, fiscalisti e rappresentanti del mondo imprenditoriale camerale, è certo che presumibilmente aumenterà la pressione fiscale. In realtà, il rischio è che con il decentramento si finisca per pagare più tasse. La domanda che ci poniamo come rappresentanti dei cittadini è quali saranno i vantaggi, se ci saranno, di questo probabile aumento di pressione fiscale. Ancor prima che si venga a stabilire quanto debbano pagare i cittadini, – continua Crisigiovanni – credo che si debba, con la distribuzione delle competenze, anche distribuire le risorse, o meglio: chiedersi se le risorse sono adeguate alle competenze e se sono adeguate ai livelli di decentramento decisi. Bisogna andare a incidere sulla Pubblica Amministrazione: la domanda è se questo lavoro sia stato fatto o meno. Ci sono stati studi, ben illustrati nella conferenza CNCU-Regioni di Orvieto dello scorso anno, che hanno illustrato proprio questo: perché possa giovare ai cittadini, una riforma federalista, che può connotarsi come tentativo di rispondere all’esigenza di essere più vicini ai cittadini e di controllo dei cittadini sull’operato dell’amministrazione, è efficace solo se si tagliano le spese dell’amministrazione a livello centrale. Altrimenti c’è una stratificazione degli apparati amministrativi, con tantissimi costi che alla fine vengono a gravare sulle tasche dei cittadini contribuenti".

C’è il rischio che si accentuino le differenze territoriali Nord-Sud con un federalismo basato sul territorio e su differenza fra Comuni "virtuosi" o meno? "Saranno esasperate situazioni che però già esistono – commenta il direttore di Altroconsumo – Paradossalmente, questo potrebbe far riscoprire maggior senso civico ai cittadini, che dovrebbero sentirsi più responsabili di chi vanno a eleggere per governare il loro territorio. Pensiamo solo alle prestazioni sanitarie: già ci sono differenze sostanziali nel costo di un’ecografia al Nord, al Centro e al Sud, o fra una Regione e l’altra. Le prestazioni in una Regione possono costare una cifra e costare un’altra in altre Regioni. Magari, in alcune Regioni, con un costo maggiore c’è il desiderio di disincentivare una determinata prestazione piuttosto di correggere un disequilibrio rispetto allo standard nazionale. Se le Regioni dovranno pagare di tasca propria perché non ci saranno trasferimenti dall’amministrazione centrale, i cittadini saranno più esigenti nell’esigere servizi di qualità. Chiaro è – conclude Crisigiovanni – che, come rappresentanti dei cittadini, vorremmo che ci fosse uno standard minimo garantito per i servizi essenziali e universali: accesso alla scuola, ai servizi di prima assistenza sociali o di salute pubblica. È anche vero che l’abuso di alcune prestazioni deve essere corretto".

PDF: Altroconsumo. Il prezzo della salute

di Sabrina Bergamini

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