Fiori d’arancio? Il rito è civile

In Italia ci si sposa sempre più tardi e sempre più spesso con rito civile. Le nozze celebrate davanti al sindaco sono aumentate del 50% in 15 anni e rappresentano attualmente il 34,6% del totale delle unioni. Sull’altro versante, diminuiscono i primi matrimoni, aumentano le seconde nozze e si conquistano una fetta consistente le unioni miste, dove uno dei due coniugi è di origine straniera.

La fotografia dell’Italia che si sposa è restituita dall’Istat che ha reso oggi disponibili i risultati sui matrimoni relativi al 2007, quando sono stati celebrati 250.360 matrimoni, in lieve aumento (4.368 in più) rispetto all’anno precedente. Secondo l’Istat, si tratta però di "una oscillazione congiunturale che da sola non permette di ipotizzare un’inversione di tendenza nella diminuzione delle nozze in atto dal 1972, anno in cui sono stati celebrati quasi 419 mila matrimoni".

In particolare diminuiscono i primi matrimoni, che sono passati da quasi 392 mila nel 1972 (il 93,5% del totale) a 217.290 nel 2007 (l’86,7% del totale). La diminuzione è legata alla "minore propensione delle coppie a sancire la loro unione con il vincolo del matrimonio", spiega l’Istat, che rileva come gli stessi primi matrimoni si siano spostati ancora più in là con l’età: gli sposi alle prime nozze hanno in media 32,8 anni e le spose 29,7 anni.

Uno dei cambiamenti più evidenti è però nella forma delle unioni. Sempre più spesso vengono celebrati matrimoni con rito civile: sono stati 86.639 nel 2007 (erano 83.628 nel 2006) e sono aumentati del 50% in 15 anni. A oggi rappresentano il 34,6% del totale delle unioni. E oltre un quarto delle prime nozze viene celebrato di fronte al sindaco, con una proporzione raddoppiata in 15 anni. Aumentano anche i secondi matrimoni o successivi (che rappresentano il 13,2%) e si conferma la tendenza ai matrimoni misti, che rappresentano il 13,8%.

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