Fiumi e illegalità: ogni giorno commessi 4 reati

Inquinamento e illeciti sempre più protagonisti dei corsi d’acqua italiani. Secondo il rapporto "Fiumi e Legalità", l’indagine di Legambiente e Corpo forestale dello Stato presentata questa mattina a Roma, in Italia ogni giorno vengono commessi 4 reati a danno dei fiumi. Tra il 2003 e il 2006 sono ben 6.333 gli illeciti commessi lungo le sponde dei nostri corsi d’acqua di cui 1.352 penali e 4.981 amministrativi.

L’indagine rientra nella campagna nazionale Fiumi Informa: l’11, il 12 e il 13 maggio con lungo oltre 30 aste fluviali, dall’Ofanto al Sarno, dal Tevere all’Arno, dal Magra sino al Po, saranno coinvolti migliaia di cittadini e amministratori locali per riscoprire e imparare a rispettare i nostri corsi d’acqua.

Tra i principali reati troviamo sversamento di sostanze inquinanti, mancata depurazione, furto di ghiaia dagli alvei, pesca illegale e abusivismo edilizio lungo le sponde sono le principali illegalità accertate. E’ il furto d’acqua però la vera piaga dei fiumi che, insieme alle scarse precipitazioni, contribuisce in modo determinante ai sempre più lunghi periodi di secca. Nell’ultimo quadriennio ben 1.228 illeciti riguardano la captazione d’acqua (in pratica più di 25 casi al mese). Tevere, Arno, Po e Volturno sono i grandi fiumi che subiscono più aggressioni. Lungo le loro sponde sono stati commessi lo scorso anno il 38% degli illeciti di tutta Italia, ma è il Tevere a vivere la situazione più pesante con ben 266 reati tra amministrativi e penali nel 2006.

A preoccupare non solo le illegalità, ma anche i cambiamenti climatici. "L’innalzamento delle temperature causato dal cambiamento del clima e la vertiginosa diminuzione della neve e delle piogge invernali e primaverili – spiega Roberto Della Seta – mettono sempre più in pericolo i corsi d’acqua. Troppo spesso però è anche l’azione di persone senza scrupoli e amministrazioni poco attente a danneggiare questa risorsa sempre più preziosa. Le tante illegalità – continua Della Seta – contribuiscono in modo determinante a rendere i fiumi sempre più fragili e secchi, ed è soprattutto il prelievo illegale d’acqua, reato gravissimo e sconsiderato, a portare danni enormi alle economie locali e agli ecosistemi. La Forestale sta realizzando un lavoro importante di controllo del territorio e di repressione dei reati – conclude Della Seta – ma tutti devono fare di più, a partire dagli enti locali, con puntuali ed attente istruttorie, controlli e verifiche sulle concessioni di captazione autorizzate".

"La difesa dei corsi d’acqua dalle continue aggressioni dell’illegalità – commenta Cesare Patrone, capo del Corpo Forestale dello Stato – rappresenta da anni una delle priorità nel lavoro del CFS. Si tratta di ecosistemi tanto delicati quanto preziosi che attraversano paesaggi di incredibile bellezza, unendo le comunità del nostro Paese. Con l’emergenza siccità ormai drammaticamente in atto abbiamo chiesto ai nostri comandi su tutto il territorio nazionale uno sforzo in più per la tutela dei corsi d’acqua. Un ennesimo segnale deciso per fermare i reati che saccheggiano le acque dei fiumi, un bene che diventa anno dopo anno più prezioso per l’Italia. La Forestale sin dai primi giorni del 2007 – conclude Patrone – ha intensificato controlli ed indagini lungo i fiumi, soprattutto per quel che riguarda, da un lato il furto d’acqua per fini agricoli e industriali, dall’altro l’immissione e lo sversamento di acque inquinate."

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