Fornitura prodotti pregiati non richiesti, multata Telecom

Multa di 400.000 euro per Telecom per aver venduto agli utenti prodotti pregiati, senza che questi li avessero richiesti. La pratica commerciale scorretta, descritta nel bollettino odierno dell’Antitrust, riguarda la vendita "nascosta" di prodotti "pregiati", quali telefoni fissi, "Aladino Cordless", "Syrio" e "Symbio", computer, Videotelefoni e Notebook, offerti insieme alla fornitura dei servizi di telefonia fissa presso punti vendita fisici e attraverso teleselling.

Secondo le segnalazioni giunte all’Antitrust da parte dei consumatori tra maggio 2009 e maggio 2010, anche attraverso la Direzione Contact Center dell’Autorità, l’azienda avrebbe fornito ai propri clienti questi apparecchi non richiesti, diffondendo informazioni ingannevoli rispetto alla gratuità degli stessi, e omettendo alcune informazioni rilevanti. Alla fornitura dell’apparecchio, avrebbe fatto seguito, infatti, la richiesta di pagamento del prodotto in sede di fatturazione del servizio telefonico. I consumatori hanno avuto, inoltre, difficoltà nella restituzione dell’apparecchio. Alcuni utenti hanno anche ricevuto solleciti di pagamento delle rate dell’apparecchio nei quali Telecom prospettava la possibilità di adire le vie legali per ottenere il soddisfacimento del credito. Tale pratica è stata giudicata ingannevole dall’Antitrust che ha quindi inflitto all’azienda una sanzione di 400.000 euro.

Federconsumatori e Adusbef apprezzano l’intervento dell’Antitrust nei confronti di Telecom Italia, ma le Associazioni non sono affatto contente delle multe. "Il fatto che continuino a fioccare multe da parte delle Autorità garanti, infatti, vuol dire che gli utenti sono colpiti da vessazioni ed intollerabili pratiche commerciali scorrette alle quali, invece, vorremmo fosse messa fine una volta per tutte – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Non è possibile andare avanti così: tra una multa e l’altra le aziende continuano indisturbate la loro attività. Siamo convinti che, a tale scopo, tali sanzioni non siano più sufficienti, in quanto non rappresentano un deterrente adeguato per le aziende. Per questo – concludono i Presidenti – richiediamo che siano messe in campo, qualora si continuasse in questa direzione, sanzioni decisamente più elevate, sino ad arrivare alla sospensione delle concessioni stesse".

"Immaginiamo che Telecom Italia se la stia ridendo – scrive l’Aduc – perché è riuscita, con così poca spesa, ad ottenere risultati commerciali impensabili rispetto a tutte le campagne pubblicitarie milionarie che fanno parte del suo quotidiano. La multa dell’Antitrust è una sorta di solletico al gigante economico di Bernabè, mentre l’importo aggiuntivo per la recidiva è ridicolo. Secondo l’Aduc il tutto è una sorta di istigazione a continuare perché "il gioco vale la candela". "Se invece le sanzioni fossero milionarie e percentualmente collegate al fatturato, con decuplicazione, per esempio, per la recidiva, forse Telecom Italia capirebbe che essere onesta le conviene. Fino a quando dovremo sopportare queste angherie di gestori che violano codice civile e penale e Autorità che fanno loro da battistrada? – chiede l’Aduc – Non è questa una urgenza su cui il Governo debba intervenire, e il Parlamento legiferare per cambiare le norme?"

 

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