GAS. Sicurezza: 337 incidenti e 35 vittime nel 2005

Nel 2005 gli incidenti totali per l’uso di gas combustibili sono stati 337 e hanno provocato 35 vittime. Nella distribuzione del gas canalizzato per usi civili ci sono stati 202 incidenti, dei quali 20 mortali che hanno causato 28 decessi, mentre gli infortunati sono stati 397. Per il GPL sono stati invece rilevati 135 incidenti, dei quali 6 mortali che hanno causato 7 decessi, mentre gli infortunati sono stati 167. Questi i dati emersi nel corso del convegno "Il trinomio della sicurezza – La statistica incidenti da gas, le norme tecniche UNI, l’assicurazione clienti finali civili", organizzato dal CIG (Comitato Italiano Gas) con il patrocinio del Ministero dell’Interno, dell’UNI e dei Vigili del Fuoco.

Gli utenti del gas naturale sono stati in tutto 18.500.000 e quelli del GPL 7.700.000: in totale quindi si contano 26.200.000 utenze domestiche che risultano interessate all’uso di gas combustibili. Nel biennio 2004/2005 l’andamento delle vendite ha registrato un aumento di 2 miliardi di metri cubi, per un totale di 30 miliardi di metri cubi. Nella statistica relativa agli incidenti – ha commentato Enzo Stella, coordinatore del gruppo ad hoc Statistica incidenti del CIG – vengono monitorati gli incidenti mortali, quelli che causano infortuni a persone che riportano prognosi di oltre 24 ore e danni superiori ai 1000 euro. I dati, che parlano di 337 incidenti totali fra quelli legati all’uso di gas canalizzato e quelli legati all’uso di bombole e piccoli serbatoi, escludono i suicidi, gli incidenti dolosi e gli incidenti da corto circuito (questi ultimi saranno inseriti nelle prossime rilevazioni).

Nel corso del 2005 gli incidenti da gas combustibile relativi a metano e GPL si sono tenuti sostanzialmente al livello dell’anno precedente. Gli incidenti da gas canalizzato aumentano soprattutto nei mesi di novembre e dicembre, sono causati soprattutto dall’impianto di evacuazione dei fumi e da carenza di manutenzione e sono concentrati soprattutto nel Nord Italia. Gli incidenti legati all’uso di gas in bombola e in piccoli serbatoi fissi (in tutto 135) tendono a diminuire. Sono causati soprattutto dalla carenza di manutenzione, dall’evacuazione dei fumi e da insufficiente ricambio di aria. Una buona parte (60 su 135) riguarda le bombole, nei confronti delle quali c’è quindi troppa confidenza d’uso. Le azioni di miglioramento che dovrebbero essere attuate comprendono la necessità di campagne di informazioni intense, mirate e multilingue per gli immigrati; la corretta manutenzione preventiva dell’impianto a gas; l’auspicabile campagna di rottamazione dei piani di cottura e degli apparecchi vetusti; la necessità di favorire chiarezza sulle disposizioni di legge che spesso creano confusione e la necessità di migliorare la comunicazione per l’assicurazione post-contatore. Le emergenze da gas riguardano invece il gas combustibile distribuito a mezzo rete: la normativa definisce l’emergenza come un evento che produce eventi gravi o di vaste proporzioni per la sicurezza e la continuità dei servizi di distribuzione e comporta, ad esempio, l’interruzione ad almeno 250 clienti finali per la quale non si riesce a riattivare la distribuzione nell’arco di 24 ore. Nel 2005 il CIG ha ricevuto 59 segnalazioni di emergenze ma di queste sono state solo 5 quelle rispondenti ai requisiti richiesti.

Il settore intende dunque agire in funzione preventiva nei confronti degli incidenti, secondo una linea d’azione che è stata condivisa dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) che con le sue deliberazioni ha imposto obblighi di comunicazione ai distributori di gas, e dal Ministero dell’Interno-Corpo dei Vigili del Fuoco, che ha stipulato con il CIG una apposita convenzione per confrontare i dati degli incidenti da gas. Gli utenti del gas naturale distribuito a mezzo rete hanno una copertura assicurativa obbligatoria le cui modalità di attuazione sono state stabilite dalle delibera AEEG 152/03: l’attivazione a carattere nazionale è automatica e il costo è di 0,40 euro/anno per utenza. Nel corso del convegno è stata ripercorsa l’attività regolatoria della AEEG. Con la deliberazione 152/03 l’introduzione dell’assicurazione obbligatoria a favore dei clienti finali civili ha comportato il mantenimento di importanti coperture in caso di incidenti da gas. Il contratto con il CIG ha determinato un aumento del numero di clienti finali che si sono avvalsi della copertura assicurativa e la necessità di aumentare le attività di informazione. La deliberazione 227/05 prevede obblighi di comunicazione per i venditori di gas sulla bolletta del gas (con apposita nota informativa sull’assicurazione) e sul sito internet. La deliberazione 87/06 prevede l’obbligo per il distributore di sospendere la fornitura nel caso l’installatore gli comunichi l’esito negativo delle prove di sicurezza e funzionalità. L’attività di vigilanza dell’AEEG, dopo il biennio 2005/2006 di sperimentazione attraverso ispezioni presso gli esercenti, prevede infine dal 1 gennaio 2007 che la metodologia di controllo a campione venga applicata con effetti economici sui soggetti controllati.

Gli incidenti da intossicazione da monossido di carbonio sono legati soprattutto a ostruzione della canna fumaria, ad anomalie legate a un insufficiente ingresso di aria e a carenza di manutenzione. E per quanto riguarda gli incidenti, ci sono carenze che riguardano sia la scarsa preparazione degli utenti sia l’eccessiva incidentalità dei cantieri. Nell’ambito del trasporto di GPL e sostanze chimiche pericolose Vigili del Fuoco e Assogasliquidi hanno stipulato un accordo per l’intervento in caso di incidenti di distribuzione (come autobotti incidentate) che comprendono informazione dei prodotti chimici, mobilitazione di un tecnico qualificato e di una squadra di emergenza da inviare sul luogo dell’incidente.

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