GIUSTIZIA. ADR, Rapporto ISDACI: conciliazioni in crescita del 21%

Presentato a Roma il Quarto Rapporto annuale , ISDACI-Istituto Scientifico per l’Arbitrato la Mediazione e il Diritto Commerciale, sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia, con la collaborazione di Unioncamere, della Camera di Commercio di Milano e della Camera Arbitrale di Milano.

Sono intervenuti, Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere, Giovanni Deodato, Presidente Isdaci; Giancarlo Cremonesi, Presidente Camera di commercio di roma,Tiziana Pompei, Vice Segretario Generale Unioncamere e Giorgio Santacroce, Presidente Corte d’Appello di Roma.

Nel corso del convegno "La mediazione civile e commerciale. Un’opportunità per le imprese", il presidente Dardanello ha sottolineato che "l’eccessiva durata dei processi nel nostro Paese compromette, giorno dopo giorno, la capacità competitiva delle nostre imprese, perché una giustizia lenta non è una giustizia giusta."

Quanto ai dati contenuti nel Rapporto ISDACI, Dardanello puntualizza: "Crescono del 21% le conciliazioni tra imprese delle Camere di Commercio: 4.473 domande nel 2009 contro le 3.669 del 2008. Per risolvere le controversie, ci sono voluti mediamente due mesi. Tra le materie oggetto delle procedure di mediazione amministrata, il primato spetta alle telecomunicazioni che riguardano 3 mediazioni su 4 (75%), seguite a grande distanza da commercio (6,3%), turismo (2,2%), artigianato (1,5%), appalto (1,5%) servizi (1,3%), edilizia (1,2%), societario (1,2%), artigianato (1,%) ed altro (11,3%). Le Camere hanno da tempo creduto nei benefici che cittadini e imprese avrebbero ottenuto potendo ricorrere alle forme di giustizia alternativa, tutte incomparabilmente più brevi e meno onerose. Per questo il sistema camerale ha investito sulle regole, sulla formazione e sulla promozione della cultura della conciliazione. L’avvio della condizione di procedibilità, fortemente richiesta da Unioncamere anche attraverso il documento congiunto sottoscritto con le associazioni imprenditoriali e con gli ordini professionali, impone ora ancora un maggior impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti. Conclude :"Insomma sta a noi dar concretezza a questa storica riforma non solo nel campo economico ma in quello della tutela effettiva dei diritti dei cittadini."

di Iside Castagnola

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