GIUSTIZIA. Addio parcelle salate e tempi biblici. Arriva l’avvocato di strada in franchising

Conciliare le controversie ancor prima che arrivino in tribunale, stringere i tempi della giustizia e contenere i costi delle consulenze legali. Sono questi gli ambiziosi obiettivi del "Negozio Giuridico", il primo franchising in Italia che offre assistenza legale diretta, senza i filtri e soprattutto lontano dai prezzi degli studi ordinari.

Nato dall’idea dell’avvocato genovese Chiara Romeo, questo speciale "negozio" è partito da Genova nel 2005 e oggi è in quattro diverse città (Rimini, Como, San Giuliano Milanese e appunto Genova) un vero e proprio locale a livello strada, aperto a chiunque necessiti di un parere o una consulenza legale. Il prezzo base è per tutti di 50 euro per mezz’ora; poi è un preciso e trasparente tariffario a rivelare quanto costerà ogni singolo atto di assistenza.

"I nostri clienti sanno sempre prima quanto spenderanno – spiega l’ideatrice – non ci sono sorprese ed è garantito sia un risparmio economico che un risparmio in termini di energie". Il "Negozio Giuridico", infatti, opera per una soluzione "stragiudiziale", ossia senza ricorrere al giudice, evitando alle parti il travaglio di lunghe cause in tribunale; laddove però le vie ordinarie diventano obbligatorie o necessarie, non assume mai, per regola deontologica interna, l’incarico giudiziale relativo, dando così garanzia d’indipendenza alla consulenza prestata. "Il riscontro della gente al nostro modo di lavorare è ottimo – continua l’avvocato Romeo – e riusciamo nel 98% dei casi a risolvere le questioni senza mettere piede in tribunale".

È l’etica, quindi, il motore di questa iniziativa ispirata addirittura al Mahatma Gandhi che, ben ricordando la propria gioventù da avvocato, soleva dire "dover iniziare una causa è una sconfitta". "La nostra è la prima esperienza del genere in Italia e mira a diffondere tra gli avvocati stessi la visione non litigiosa della professione forense – dice la fondatrice del progetto – vogliamo seminare una nuova mentalità". Il "Negozio" si fa pertanto "ambulatorio legale", in cui l’avvocato dà il consiglio che equivale alla prescrizione del farmaco, molto spesso decisivo; o assiste il cliente nella risoluzione di controversie che non necessariamente  devono avere uno sbocco giudiziale, in procedure "para-giudiziali" o di volontaria giurisdizione che non comportano il ricorso al giudice in sede contenziosa. Così come si va dal medico insomma bisognerà abituarsi ad andare dall’avvocato a prevenire le "patologie legali".

Ma è davvero possibile un’applicazione su larga scala di un sistema così semplice e diretto? A guardare alle realtà estere alla base dell’idea dell’avvocato Romeo, sì: di fronte al Palazzo di Giustizia di Ankara in Turchia o di Cuzco in Perù, per esempio, ci sono addirittura i banchetti di "spicciafaccende" che aiutano a scrivere petizioni e simili. Il "Negozio Giuridico" ne è il degno e più moderno erede.

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