GIUSTIZIA. Adiconsum: “La conciliazione obbligatoria diventa un business della giustizia privata”

La conciliazione riduce il carico di lavoro dei tribunali, ma se diventa obbligatoria e a pagamento, come previsto dal decreto legislativo all’esame del Parlamento in materia di controversie civili e commerciali, la conciliazione diventa un grande business per la giustizia privata. E’ questa la posizione di Adiconsum che sottolinea come "le lobby professionali trovino un grande appoggio in Parlamento, soprattutto quando la lobby interessata è quella degli avvocati, molto ben rappresentata nei vari partiti".

Adiconsum critica anche la pretesa di esclusività da parte dell’ordine forense di assistenza legale nelle procedure conciliative: "siamo alle corporazioni o come dice il presidente Catricalà, ad un ritorno al passato di 70 anni".

In un documento inviato ai gruppi parlamentari Adiconsum chiede che venga cancellata l’obbligatorietà e che anche le altre forme di conciliazione, in particolare quelle attuate con le altre imprese di servizio o con alcuni ordini professionali, siano equiparate alla conciliazione regolamentata nel decreto. Secondo l’Associazione dei consumatori, inoltre, buona parte della riforma forense all’esame del Parlamento è incompatibile con i principi europei di indipendenza e di procedure conciliative a costi contenuti.

A tal proposito Adiconsum ricorda che le procedure conciliative svolte direttamente dalle associazioni consumatori con le imprese (ad esempio quelle con Eni, Enel, Telecom, FS, Poste, Intesa San Paolo, Unicredit, compagnie di assicurazioni, ecc.) hanno risolto negli ultimi 2 anni problemi per oltre 100.000 consumatori.

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