GIUSTIZIA. Altroconsumo lancia class action contro la Rai

Altroconsumo lancia una class action contro la Rai. Le accuse: lo stop all’informazione durante la campagna elettorale di marzo e la piattaforma a pagamento Tivusat. "Gli abbonati Rai hanno subìto la cancellazione del proprio diritto, costituzionalmente garantito, a un’informazione libera, plurale e obiettiva. Abbiamo proposto una class action davanti al Tribunale di Roma per consentire agli abbonati che vi aderiranno di essere risarciti": questo l’annuncio di Altroconsumo.

Le ragioni della class action: "Durante la campagna elettorale che ha preceduto il voto amministrativo del 28 e 29 marzo scorso, la Rai ha cancellato dal proprio palinsesto televisivo i principali programmi di informazione e approfondimento politico, come Ballarò, Porta a Porta, Anno Zero, Ultima Parola. E’ venuto meno così uno dei compiti principali del servizio pubblico radiotelevisivo che è quello di consentire la formazione consapevole da parte di ciascun cittadino della propria volontà politica". A questo si aggiunge, rileva l’associazione, la disparità di spazio concesso ai partiti.

C’è poi la vicenda di Tivusat, per la quale la Rai ha iniziato a distribuire la propria programmazione sulla nuova piattaforma satellitare mettendo a disposizione dei propri abbonati smart card a pagamento. Ma in base al Contratto di servizio gli abbonati devono poter usufruire della programmazione Rai su qualsivoglia piattaforma tecnologica, satellitare, digitale terrestre, via cavo, senza alcun costo aggiuntivo rispetto a quello rappresentato dal canone Rai.

Per questo, Altroconsumo ha chiesto che il Tribunale riconosca a ciascun abbonato che ne faccia richiesta tramite l’associazione l’importo minimo di 500 euro a titolo di risarcimento. Inoltre, per gli abbonati che abbiano acquistato le smart card Tivusat, Altroconsumo ha chiesto che la Rai sia condannata a restituire il prezzo indebitamente pagato dagli utenti per il servizio.

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