GIUSTIZIA. Amianto, al via a Torino maxi processo contro Eternit

Al via oggi a Torino la prima udienza del maxi processo contro Eternit, che vede sotto accusa i due responsabili della multinazionale, lo svizzero Stephan Schmidaeiny e il belga Louis De Cartier – dichiarati contumaci perché non presenti. Sotto accusa la strage provocata dalla lavorazione dell’amianto, con migliaia di morti e centinaia di malati. I due azionisti sono accusati di "disastro ambientale doloso e inosservanza volontaria delle norme di sicurezza". Le vittime erano dipendenti della Eternit o residenti nelle aree in cui sorgevano i quattro stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, Rubiera in Emilia e Bagnoli in Campania.

Il processo, iniziato ad aprile 2009 e rinviato a giudizio nel luglio dello stesso anno, riparte dunque oggi al Palazzo di Giustizia di Torino: migliaia le persone e i soggetti costituiti parte civile al processo tra cui Legambiente. "Sono almeno 2mila all’anno le morti causate dall’esposizione all’amianto nel nostro Paese, di queste oltre 9mila decessi dal 1993 al 2004 solo per mesotelioma pleurico, e i numeri purtroppo sono ancora destinati a crescere per via del periodo di latenza della malattia – spiega Vanda Bonardo, presidente Legambiente Piemonte -. Le persone colpite dalla malattia e i familiari delle vittime hanno diritto ad essere risarcite e Legambiente auspica che venga fatta giustizia in questa vicenda con una sentenza esemplare che arrivi il prima possibile. Ma per fermare questa vera e propria strage è indispensabile e urgente bonificare tutti i siti interessati dalla presenza di amianto".

Secondo i dati ricordati da Legambiente, oggi in Italia solo per i siti da bonificare si parla di circa 75mila ettari, una superficie che coinvolge Casale Monferrato e altri comuni della provincia di Alessandria, Balangero (To), Emarese (Ao), Broni (Pv) in Lombardia, Bagnoli a Napoli, Bari, e Siracusa. Senza contare gli innumerevoli micrositi, costituiti da tettoie, canne fumarie, tamponature di edifici e serbatoi d’acqua sparsi per tutto il territorio nazionale.

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