GIUSTIZIA. Appalti diretti a farmacie comunali, Commissione Ue invia parere motivato all’Italia

La Commissione europea ha deciso di inviare all’Italia un parere motivato sull’affidamento in concessione, senza gara d’appalto, di servizi di consulenza gestionale alle farmacie comunali. Nel 1998 e nel 2002 due amministrazioni comunali avevano infatti affidato in concessione la prestazione di servizi di consulenza gestionale per le farmacie comunali, in un caso per dieci anni e nel secondo a tempo indeterminato. Per la Commissione europea, invece, "l’affidamento diretto di cui trattasi è in contrasto con i principi generali del trattato CE, secondo i quali deve sempre essere garantito un livello adeguato di trasparenza e pubblicità verso tutti gli operatori economici potenzialmente interessati, esigenza che si realizza in particolare mediante l’esperimento di una pubblica gara".

La Commissione ha inoltre ricordato che, secondo la Corte europea di Giustizia, non vi è obbligo di esperire una gara pubblica soltanto nell’ipotesi in cui l’autorità pubblica, che è l’amministrazione aggiudicatrice, esercita sul soggetto distinto un controllo analogo a quello che essa esercita sui propri servizi e se l’altro soggetto svolge la parte più importante delle sue attività con l’ente o con gli enti pubblici che lo detengono (affidamento in house o in-house providing). Si tratta, afferma la Commissione, di una situazione che non è verificata nel procedimento sulle due farmacie perché nessuno dei Comuni implicati intratteneva alcun tipo di rapporto col concessionario. Il parere motivato rappresenta la seconda fase del procedimento d’infrazione. In assenza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione ha facoltà di adire la Corte europea di Giustizia.

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