GIUSTIZIA. CGUE: il giudice competente in una causa può essere quello di ultimo domicilio noto

Se non si conosce il domicilio di un consumatore coinvolto in una controversia, il giudice competente a decidere può essere anche quello dell’ultimo domicilio conosciuto, perché l’impossibilità di localizzare il domicilio non deve privare l’attore del proprio diritto a esercitare un’azione giurisdizionale. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione europea, interpellata dal giudice della Repubblica ceca.

Il caso in questione era quella di un contratto di mutuo ipotecario per il finanziamento dell’acquisto di un bene immobile, concluso fra una banca ceca e un cittadino tedesco domiciliato nella Repubblica ceca. La banca ha agito davanti al Tribunale distrettuale per ingiungere al consumatore di versare una somma per gli arretrati del mutuo, maggiorata degli interessi di mora, ma il cittadino non risultava più domiciliato nell’indirizzo indicato sul contratto e il suo nuovo domicilio non è stato trovato. Il giudice ceco si è dunque rivolto alla Corte di giustizia. Questa ha ricordato che il regolamento sulla competenza giurisdizionale non definisce espressamente la competenza giurisdizionale quando il domicilio del convenuto non è noto, e che l’azione dell’altra parte del contratto contro il consumatore può essere proposta solo davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il consumatore.

Ha aggiunto, però, che "nel caso in cui il giudice nazionale, da un lato, non sia in grado di individuare il domicilio del consumatore nel territorio dell’Unione e, dall’altro, non disponga di indizi probatori che gli consentano di ritenere che questi sia effettivamente domiciliato al di fuori dell’Unione, la regola secondo cui, in caso di controversia, il giudice competente è quello dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il consumatore deve essere intesa nel senso che essa riguarda non solo il domicilio attuale del consumatore, ma anche il suo ultimo domicilio conosciuto".

Questa interpretazione, ha spiegato la Corte, permette di evitare che l’impossibilità di localizzare il domicilio attuale del convenuto impedisca l’individuazione del giudice competente, circostanza che priverebbe l’attore del proprio diritto a esercitare un’azione giurisdizionale.

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