GIUSTIZIA. CGUE: vietato brevettare embrioni umani, anche a fini di ricerca scientifica

Gli embrioni umani non possono essere brevettati, neanche a fini di ricerca scientifica. In particolare, è vietato brevettare un’invenzione il cui procedimento, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisi, comporta la distruzione dell’embrione. La brevettabilità delle utilizzazioni di embrioni umani a fini industriali o commerciali non è vietata soltanto a fini terapeutici o diagnostici che si applicano e che sono utili all’embrione umano – ad esempio per correggere una malformazione e migliorare le sue prospettive di vita.

Lo ha precisato la Corte di Giustizia dell’Unione Europea in una sentenza odierna in cui spiega che la direttiva comunitaria sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche esclude qualsiasi possibilità di ottenere un brevetto quando il rispetto dovuto alla dignità umana può esserne pregiudicato.

La Corte spiega che viene considerato embrione umano anche l’ovulo non fecondato in cui è stato impiantato il nucleo di una cellula umana matura e l’ovulo non fecondato indotto a dividersi e a svilupparsi attraverso partenogenesi. Essi, infatti, per effetto della tecnica utilizzata per ottenerli, sono tali da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano come l’embrione creato mediante fecondazione di un ovulo.

Per quanto riguarda le cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti, la Corte constata che spetta al giudice nazionale stabilire, in considerazione degli sviluppi della scienza, se esse siano tali da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano e, di conseguenza, rientrino nella nozione di embrione umano.

Comments are closed.