GIUSTIZIA. Camere di commercio, imprese e professionisti: non rinviare mediazione obbligatoria

Con la riforma della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali è prevista l’entrata in vigore della "condizione di procedibilità" nel caso in cui le controversie riguardino una serie di materie che comprendono condominio, diritti reali, patti di famiglia, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e altre materie, previsione la cui entrata in vigore è prevista per il 20 marzo 2011. La data sarà rinviata? Oggi, in una nota congiunta, Camere di commercio, imprese e professionisti hanno chiesto al Governo di non rinviare – come paventato – la data di entrata in vigore della norma e di "dare piena attuazione, come previsto dal decreto legislativo 28/2010, alla riforma della mediazione civile e commerciale".

In un Documento congiunto, dunque, sistema delle Camere di commercio, imprese e professionisti chiedono al Governo di "non rinviare la data di entrata in vigore della cosiddetta "condizione di procedibilità" prevista dalla riforma, cioè l’obbligo di effettuare, prima di ricorrere al Tribunale ordinario, almeno un tentativo di risoluzione alternativa delle controversie in numerose materie di grande interesse per la vita quotidiana di cittadini e imprese. Chiedono inoltre di prevedere, a un anno dall’entrata in vigore del provvedimento, una analisi puntuale per introdurre – se necessario – adeguati correttivi e di favorire la realizzazione di iniziative di promozione della cultura della mediazione per consentire a imprese e cittadini di accedere in modo consapevole a questi strumenti". L’ipotesi di un rinvio dell’entrata in vigore della "condizione di procedibilità", fissata per il 20 marzo prossimo, non consentirebbe, si legge nella nota "di rendere tempestivamente efficace la riforma, rischiando di vanificare un così importante sforzo riformatore perseguito dal Governo".

Il Documento congiunto, inviato al Ministro di Giustizia Angelino Alfano, è stato sottoscritto dai vertici di Unioncamere, di tutte le Confederazioni imprenditoriali (Cia, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confagricoltura, Confapi, Confcooperative, Confindustria, Lega delle cooperative, Rete Imprese Italia) e degli Ordini professionali (Consiglio nazionale degli Architetti, Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti ed esperti contabili, Consiglio nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati, Consiglio nazionale degli Ingegneri).

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