GIUSTIZIA. Cassazione assolve medico che dice “cicciona” a paziente

Per quanto sgradita e offensiva possa sembrare la diagnosi del proprio medico che dice a una paziente "cicciona" questa non può essere considerata ingiuriosa o diffamatoria. Lo ha stabilito la Quinta sezione penale della Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio la condanna inflitta dal giudice di pace di Trieste ad un medico triestino per aver offeso l’onore e il decoro di una paziente in evidente sovrappeso.

La Suprema Corte, però, (sentenza n. 4990) ha accolto il ricorso del medico, spiegando che sebbene la condotta del professionista sia stata caratterizzata da "modi poco urbani", nelle sue parole non c’erano espressioni di per sé ingiuriose. Il medico ha un dovere professionale "e non può porsi il problema dell’offensività della mera constatazione patologica del paziente".

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