GIUSTIZIA. Cassazione: attività sospesa per il commerciante che non fa lo scontrino

I commercianti che non fanno lo scontrino dovranno abbassare la saracinesca per sospensione dell’attività anche se la società ha aderito alla definizione agevolata. È quanto dispone la Cassazione con la sentenza 22459. La vicenda di riferimento è quella di una società contribuente che aveva proposto un ricorso contro il provvedimento di sospensione dell’attività commerciale per 15 giorni, adottato perché era incorsa in tre violazioni dell’obbligo di emettere lo scontrino fiscale. A fondamento del ricorso il fatto che la società si fosse avvalsa della facoltà di definizione agevolata attraverso il pagamento di un quarto della sanzione. Per la Cassazione invece la normativa che prevede "la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio ovvero dell’esercizio dell’attività medesima nel caso in cui siano state accertate nel corso di un quinquennio tre distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale ha carattere speciale rispetto alla norma generale" e "l’irrogazione di detta sanzione non è impedita dalla definizione agevolata".

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