GIUSTIZIA. Cassazione: chi aiuta nei lavori domestici si presume sia dipendente

Si presume che chi aiuta nei lavori di casa sia un dipendente regolarmente retribuito. Non lo è quando viene invece provato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il legame affettivo è paragonabile a quello di un familiare. È la stretta della Cassazione su lavoro domestico.

In particolare, si legge nella sentenza 21365 del 7 agosto 2008 pubblicata online in questi giorni che "ogni attività oggettivamente configurabile come prestazione di lavoro subordinato si presume effettuata a titolo oneroso; tale la presunzione (di fatto) di onerosità, basata sui criteri della normalità, della apparenza e della buona fede, a tutela del ragionevole e legittimo affidamento della parte interessata, può essere superata – quando si sostenga la riconducibilità delle prestazioni ad un rapporto diverso (non di lavoro subordinato) istituito affectionis vel benevolentiae causa, con la correlativa gratuità della stessa attività – solo con una prova rigorosa del contenuto di tale diversa relazione tra le parti".

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