GIUSTIZIA. CdM approva riforma. Federconsumatori contraria, Codacons favorevole

Il Consiglio dei Ministri che si è riunito oggi ha approvato il disegno di legge costituzionale di riforma della giustizia. "E’ una riforma fatta nell’interesse dei cittadini" ha detto il presidente Berlusconi presentando alla stampa il provvedimento. I punti essenziali della riforma sono: separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri; Consiglio superiore della magistratura sdoppiato in due organismi, uno "giudicante" e uno "requirente", entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica; obbligo di esercitare l’azione penale secondo i criteri stabiliti dalla legge.

"La riforma pone al centro la parità tra accusa e difesa", ha detto il ministro Angelino Alfano, sottolineando che l’obiettivo è garantire al meglio il cittadino e per ottenere ciò è necessario che accusa e difesa siano uguali, sullo stesso piano. Sopra di essi deve esserci il giudice. Cardine della riforma, quindi, è una funzionale separazione tra gli organi, pubblico ministero e giudice. La parità tra accusa e difesa si ottiene se c’è separatezza tra il pubblico ministero, che sostiene l’accusa in giudizio, e colui che per decidere è chiamato a valutare ciò che sostengono accusa e difesa.

"Giudice in alto", quindi " pubblico ministero e avvocato allo stesso livello". Per ottenere ciò è necessario reimpostare le norme relative al Consiglio superiore della magistratura, perciò gli organi saranno due: Consiglio superiore della magistratura giudicante e Consiglio superiore della magistratura requirente. La competenza relativa alla responsabilità disciplinare sarà affidata ad un’Alta Corte, del tutto indipendente dal potere politico e dalle correnti interne alla magistratura.

La responsabilità civile dei giudici, poi, sarà pari a quella degli altri funzionari e dipendenti dello Stato, in una logica fondata sul presupposto che la legge è uguale per tutti. Se un magistrato sbaglia, in un ambito essenziale come la libertà personale, il cittadino potrà citarlo direttamente in giudizio.

Altro punto essenziale quello dell’obbligatorietà dell’azione penale. Rimane obbligatorio esercitare l’azione penale, ma secondo i criteri stabiliti dalla legge, che indicherà delle priorità in base al grado di allarme sociale. Oggi, essendo necessario perseguire tutti i reati e non essendoci il tempo per tutti, ha detto Alfano, in sostanza si realizza una discrezionalità dei pubblici ministeri su cosa perseguire. In seguito alla riforma, invece, sarà la legge a indicare le priorità sulle quali intervenire

Federconsumatori ha espresso contrarietà nei della riforma: "Anziché mettere in campo le necessarie risorse per dotare gli uffici di un’organizzazione ed una strumentazione idonea a rendere più veloci i processi, si fanno altre operazioni che giudichiamo del tutto negativamente" ha detto Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori che, tra le varie considerazioni negative, sostiene ve ne sia una che preoccupa più delle altre ovvero l’intenzione di realizzare una subalternità, attraverso la divisione delle carriere, del Pubblico Ministero all’intromissione politica.

Il Codacons, invece, esprime il proprio totale appoggio alla riforma della giustizia. "Nell’interesse dei cittadini, e non dei politici, è bene che le carriere dei PM e dei GIP siano separate" spiega l’Associazione, secondo cui "oggi non c’è nessuna garanzia di parità di trattamento tra accusa e difesa, come vorrebbe la Costituzione". "Ma la gente semplice – aggiunge il Codacons – vuole anche la responsabilità dei Magistrati, che attualmente sono giudicati in sede disciplinare da altri colleghi (lo stesso scandalo si ha per gli avvocati e i medici), e in sede di giudizi civili da colleghi di distretti vicini quelli che a loro volta potrebbero essere giudicati, se sbagliano, da colleghi vicini e così via". "I cittadini inoltre – prosegue il Codacons – vogliono una Magistratura, che è pagata benissimo (lavorano dalle ore 9 alle ore 14 e prendono quasi 10.000 euro al mese!!), che a sua volta paghi quando sbaglia, ma paghi davvero. E ci fa davvero pena il PD e l’IDV che in nome della difesa dagli imbrogli di Berlusconi, a loro volta imbrogliano i cittadini facendo barricate per difendere la casta dei Magistrati che non paga mai, non è responsabile dei suoi errori e esercita quindi l’arroganza e la prepotenza".

 

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