GIUSTIZIA. Cittadinanzattiva ammessa al processo per danni ambientali dell’Università di Catania

Cittadinanzattiva-Giustizia per i diritti è stata ammessa nel processo in corso a Catania nei confronti dei dirigenti della Facoltà di Farmacia dell’Università di Catania, imputati per disastro ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata. La causa è la presunta cattiva gestione e smaltimento dei prodotti chimici utilizzati nel Laboratorio di farmacologia della Facoltà di Farmacia, nonché per la mancata messa in sicurezza degli ambienti, presenti nell’edificio 12 della cittadella universitaria.

Nel corso della udienza dello scorso 24 gennaio, in cui Cittadinanzattiva era rappresentata dall’avvocato Vito Presti, il GIP di Catania ha infatti ammesso l’intervento di Cittadinanzattiva ritenendo che l’associazione sia titolare di un interesse leso dal reato per cui si procede con precipuo riferimento al bene della sicurezza e della salute pubblica dei quali il Movimento si è assunta la tutela con l’art. 1 del proprio Statuto.

"L’ammissione consentirà alla nostra organizzazione – ha dichiarato Mimma Modica Alberti, coordinatore nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva – di esercitare i diritti e le facoltà riconosciuti alla persona offesa e di partecipare all’incidente probatorio del prossimo 12 febbario, finalizzato alla perizia con la nomina di propri consulenti. Potremo inoltre essere parte attiva in tutto il laborioso iter delle indagini preliminari nello spirito di collaborazione con la pubblica accusa e di tutela dell’interesse dei cittadini. Il nostro obiettivo – ha concluso Modica Alberti – è anzitutto quello di aiutare a fare chiarezza in una vicenda che è ancora avvolta da una coltre di nebbia, e in cui si sospetta il possibile legame con la morte di alcuni ricercatori".

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