GIUSTIZIA. Cittadinanzattiva stima che il decreto blocca processi costerà allo Stato 100mln di euro

Secondo Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva la sospensione per un anno dei processi, prevista dal decreto blocca-processi, avrà delle conseguenze molto gravi per i cittadini e probabili oneri aggiuntivi anche per lo Stato italiano che potrebbe trovarsi di fronte al pagamento di un indennizzo di almeno 100 milioni verso i cittadini coinvolti dal rinvio. Cittadinanzattiva si ispira a quanto già previsto dalla Legge Pinto per l’equo risarcimento dei danni legati alla lentezza della giustizia, e chiede al Ministero di riconoscere a tutti i cittadini interessati dalla norma un indennizzo forfetario di mille Euro. La legge Pinto, in relazione all’oggetto del Processo, riconosce per ogni anno di ritardo da un minimo di 650 Euro ad un massimo di 1700.

Qualche giorno fa l’ Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha pubblicato alcuni dati, da cui si può trarre una stima del nuovo aggravio per le casse dello Stato: sul totale dei 352mila processi pendenti, quelli interessati dalla norma blocca-processi sono, secondo l’ANM, almeno 100mila. L’associazione dei consumatori chiede "al Ministro Tremonti di prevedere questa nuova voce di spesa, pari ad almeno 100 milioni di Euro" limitandosi al risarcimento di un solo cittadino per ogni processo.

"A tutto questo – si legge in una nota di Cittadinanzattiva – si aggiunga il rischio di ricevere sanzioni dalla Corte di Giustizia Ue per il nuovo allungamento dei tempi giudiziari italiani, già biblici, che prevede per ogni indennizzo cifre oscillanti tra i mille e i 2mila euro ed oltre, a seconda della gravità". "Inoltre, occorrerà ri-fissare tutti gli appuntamenti relativi alle cause sospese, per cui è già da ora stimabile che il rinvio di molti dei processi interessati dalla norma sarà sicuramente superiore a quanto sin ora previsto. A questo si aggiunga inoltre l’aggravio economico per i cittadini interessati dalle nuove notifiche, e dal già denunciato intasamento dell’ufficio notifiche". Cittadinanzattiva si chiede se il gioco valga la candela.

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