GIUSTIZIA. Cittadinanzattiva su dati Corte Strasburgo: “Investire su giustizia”

L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) ha elencato 9 Stati che presentano "carenze sistemiche importanti" che si trovano all’origine di ripetute violazioni della Convezione europea dei Diritti dell’Uomo. In una risoluzione adottata ieri, basata su un rapporto di Christos Pourgourides (Cipro, PPE/DC), l’Assemblea ha dichiarato che problemi strutturali in Bulgaria, Grecia, Italia, Moldova, Polonia, Romania, nella Federazione russa, in Turchia e Ucraina, generavano "ritardi estremamente preoccupanti" nell’esecuzione delle sentenze della Corte europea dei Diritti dell’Uomo.

Le problematiche principali sono rappresentate da decessi o maltrattamenti causati da agenti delle forze dell’ordine, dalla detenzione illegale o dall’eccessiva durata della detenzione, dalla prolungata durata dei procedimenti giudiziari e dalla mancata esecuzione delle decisioni di giustizia. La risoluzione di tali problemi a livello nazionale limiterebbe il numero di casi pervenuti dinanzi alla Corte di Strasburgo.

"Il dato della Corte dei Diritti Umani sottolinea ancora una volta uno dei principali problemi della giustizia italiana, noto a tutti, ma su cui non si interviene con misure strutturali, cioè la lunghezza dei processi. Basti pensare che solo nel 2009 l’Italia è stata condannata a risarcire i cittadini per un valore pari a 4.219.139 (Council of Europe Committee of Ministers)". Queste le dichiarazioni di Mimma Modica Alberti, coordinatrice di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva. "Il dato è in aumento, e questo non può che preoccuparci – ha aggiunto Modica Alberti – Nel passato anno le cause relative all’Italia incidevano per circa il 6% sul totale, mentre quest’anno siamo passati al 7,3. E’ inevitabile quindi che questo si traduca anche in un aumento delle somme che l’Italia dovrà pagare ai suoi cittadini a seguito delle condanne della Corte".

"E’ allarmante inoltre che il 40% delle condanne riguardi il diritto all’equo processo,e che non si faccia ancora nulla di concreto. E’ urgente che la Giustizia sia considerata da Governo e Parlamento la vera Grande Opera per il nostro Paese. Un intervento strutturale a partire dalla copertura dei posti vacanti relativi a Dirigenti e cancellieri, i primi dei quali sono bloccati ancora in una fase di selezione da oltre 4 anni. Consideriamo inoltre necessaria la riorganizzazione territoriale della geografia giudiziaria, fonte di sprechi e malfunzionamenti, a partire dalla chiusura di almeno 100 uffici dei Giudici di Pace e di Tribunali con organici al di sotto delle 6 Magistrati. Chiediamo infine un aumento dell’investimento sul Pil, da portarsi dall’attuale 0,18 almeno al pari della media europea che è lo 0,24".

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