GIUSTIZIA. Class action, Adiconsum: “Indispensabili alcuni miglioramenti”

Per il nuovo testo sulla class action è "indispensabile apportare alcuni miglioramenti, anche per evitare aspetti di incostituzionalità". È quanto afferma in una nota l’Adiconsum, per la quale la riunione del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU) del prossimo 17 dicembre sarè occasione di un confronto sulla normativa. "Avevamo condiviso – scrive l’associazione – l’esigenza di apportare miglioramenti al testo della normativa approvato dal precedente Parlamento, perché ingestibile e scarsamente efficace". Per l’associazione il nuovo testo è migliore perchè prevede l’esecutività della sentenza e la condanna, l’operatività di un filtro con la prima udienza in Tribunale e l’obbligo dell’impresa condannata di depositare cautelativamente le somme del risarcimento in attesa dei vari gradi di giudizio.

Questi invece i limiti che secondo Adiconsum bisogna modificare:
 

  • La legittimazione alla class action: è riconosciuta anche ai consumatori singoli, e non solo alle associazioni e ai comitati, come nel precedente testo, contrariamente a quanto stabilito dalle class action degli altri Paesi europei e dagli indirizzi della stessa Unione europea. Un aspetto che deve essere corretto anche per evitare che le class action diventino un business per gli uffici legali;
  • Il danno punitivo: nel caso di inammissibilità all’azione collettiva, il giudice può stabilire a favore dell’impresa una sorta di danno punitivo i cui costi andrebbero a carico della parte soccombente. Non è prevista, invece, la reciprocità cioè l’inverso (ammissione all’azione collettiva, danno punitivo a favore dei consumatori, costi a carico dell’impresa). La reciprocità potrebbe consentire di rispondere ad un’ulteriore condizione prevista dalla normativa e cioè l’informazione ai consumatori, i cui costi  sono a carico dei promotori dell’azione collettiva;
  • I tempi di esecutività della sentenza: ammontano a 6 mesi dalla sua pubblicazione ed è indispensabile una loro riduzione;
  • La retroattività: è prevista solo per gli illeciti avvenuti dopo il 1° luglio 2008, escludendo quindi tutte le vicende legate al risparmio tradito come Parmalat e Cirio.

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