GIUSTIZIA. Class action, Altroconsumo scrive a Schifani

Altroconsumo ha scritto oggi al presidente del Senato Renato Schifani e ai capigruppo affinché non passi l’ultima versione del disegno di legge sulla class action, emendato in peggio la scorsa settimana, con gli illeciti che potranno essere oggetto di azione collettiva risarcitoria solo se avvenuti dopo l’entrata in vigore della class action. Se l’appello di Altroconsumo firmato a oggi da 9377 persone e inviato al presidente Schifani e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, rimanesse inascoltato, i consumatori che hanno ricevuto negli ultimi anni le bollette gonfiate di Telecom Italia non potranno usufruire dello strumento della class action per far valere i propri diritti.

Stesso trattamento per tutti coloro che illegittimamente non hanno potuto esercitare la surroga gratuita del mutuo a causa delle pratiche commerciali scorrette delle banche. Anche i cittadini di Roma e provincia che hanno pagato per anni un sovrapprezzo per il pane, nonostante la recente decisione dell’Antitrust contro il cartello dei panificatori, non potranno essere risarciti.
La class action non sarà utilizzabile nemmeno per gli oltre 4000 risparmiatori coinvolti nella vicenda Parmalat che si sono rivolti a Altroconsumo.

Era stato uno dei pochi lasciti del Governo Prodi, a fine 2007 – spiega Altroconsumo – La concreta possibilità per i cittadini di vedere responsabilizzate le imprese, con una legge che avrebbe modernizzato il Paese. Per ben due volte il disegno di legge è stato rinviato dal Governo Berlusconi, sino ad annacquarsi nella versione in votazione domani al Senato.

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